Piazza Garibaldi, aggrediti due street tutor

Non c’è pace in Piazzetta Garibaldi dove, ieri sera, intorno alle 23, uno street tutor si è beccato un pugno in pieno volto da un giovane straniero in stato di ebbrezza che non aveva apprezzato la richiesta di smettere di bere.

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Non c’è pace in Piazzetta Garibaldi dove, ieri sera, intorno alle 23, uno street tutor si è beccato un pugno in pieno volto da un giovane straniero di circa vent’anni in stato di ebbrezza che non aveva apprezzato la richiesta di smettere di bere. Alla vista del collega in difficoltà un altro street tutor è intervenuto in sua difesa ricorrendo, stando al racconto di un testimone, allo spray al peperoncino. Lui ha rimediato uno spintone e un trauma al ginocchio.

Per sedare gli animi, visto che ad arrivare sono stati anche alcuni amici del ventenne, è servito l’intervento dei Carabinieri che hanno identificato lo straniero, il quale pare, sempre stando al racconto di testimoni, che avesse con sè un oggetto contundente. Sul posto oltre ai militari anche i soccorritori del 118 e della Croce Rossa. I due street tutor sono stati trasportati all’ospedale, separatamente rispetto all’aggressore, da dove sono poi stati dimessi con ferite lievi. 

“Massima solidarietà agli street tutor –  afferma la Capigruppo di Fratelli d’Italia, Annalisa Arletti – dispiace però evidenziare che tali figure, pagate dalla comunità, non sono sufficienti per arginare certe situazioni e che il loro ruolo di mediatori di risse è limitato, essendo stato anche in questo caso fondamentale l’intervento delle forze dell’ordine. Riteniamo che le misure messe in atto dall’Amministrazione non siano sufficienti e non potrebbe essere altrimenti visto che la sinistra per anni ha ignorato e minimizzato il problema sicurezza. I risultati, ora che l’emergenza é più che mai attuale, sono evidenti: una città allo sbando, in uno dei momenti sociali più difficili. La scarsa lungimiranza del PD, che guida la Giunta da anni, ha le sue enormi responsabilità. La sicurezza deve diventare un progetto strutturale e organico al Comune di Carpi, la Polizia Municipale dovrebbe fare la sua parte ma va prima dotata degli strumenti utili per intervenire e svolgere il ruolo di polizia giudiziaria. Più si attendono queste misure, più commenteremo questi fatti ancora per molto”.

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Alberto Bellelli: “basta usare il tema sicurezza per fini di piccolo cabotaggio, per fare della polemica spicciola e sterile. La sicurezza non è di destra ne di sinistra, va affrontata con serietà. Perché dico che si sta facendo solo della polemica? Perché anche un bambino capirebbe che un “taser”, una “Dash Cam”, un “cane anti droga” – cioè le proposte della destra carpigiana – non avrebbero impedito all’ubriaco di picchiare gli street tutor sabato sera. Quell’episodio si sarebbe potuto contenere con una maggiore presenza delle forze dell’ordine in centro storico, quindi con un numero maggiore di agenti.
Cosa che si otterrebbe con il potenziamento dell nostro commissariato: possiamo dunque fare questa battaglia insieme? Perché è mia intenzione avanzare nuovamente questa richiesta al Ministro dell’Interno, condividendola e facendola sottoscrivere a tutti i gruppi consigliari di maggioranza ed opposizione. La sicurezza è un tema complesso e va affrontato con serietà e metodo: ognuno deve fare la propria parte, a noi Comuni spetta ad esempio il potenziamento della video sorveglianza, l’incremento degli organici di polizia locale (Vigili urbani) dotandoli di strumentazione sempre più moderna, finanziare i sistemi anti intrusione per case ed imprese, costruire fondi per aiutare le persone colpite da reati predatori, realizzare iniziative di informazione e formazione con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine da rivolgere ai cittadini, continuare ad investire sulla preziosa presenza dei comitati di controllo di vicinato, queste sono cose concrete che abbiamo fatto perché il bisogno di sicurezza non è una percezione ma un bisogno concreto della nostra comunità. Poi ci sono cose che deve fare lo Stato, come potenziare gli organici delle forze dell’ordine, dotandole di mezzi all’altezza, ma soprattutto rimane fondamentale la certezza della pena, perché non può essere che un individuo “violento” o “recidivo” arrestato sia rimesso in libertà dopo pochi giorni se non ore. Alla consigliera Arletti rivolgo quindi l’ennesimo invito: basta demagogia e si smetta di usare il tema sicurezza come elemento identitario di parte, lavoriamo invece insieme per dare risposte concrete, come ad esempio la richiesta del potenziamento del nostro commissariato, come è appena successo a Modena. Sono ripetitivo, ma faccio un ultimo appello: firmiamo insieme la lettera che lo richiede”.