‘Ndrangheta: processo Perseverance, 22 condanne a Bologna

Il giudice ha inflitto 8 anni ad Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello, i coniugi di Soliera all’apparenza insospettabili, ritenuti gli istigatori mandanti dei ‘recuperi crediti’, in pratica delle estorsioni.

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La pena più alta sono i 18 anni inflitti a Giuseppe Sarcone Grande, considerato all’epoca dell’arresto uno dei vertici della ‘Ndrangheta emiliana. Il processo in abbreviato dell’operazione Perseverance, scattata il 12 marzo 2021 sulla scia delle indagini Aemilia e Grimilde, si è concluso davanti al Gup del tribunale di Bologna Claudio Paris con 22 condanne, due assoluzioni e 14 patteggiamenti. L’inchiesta, coordinata dal pm Beatrice Ronchi, si concentrò sulle infiltrazioni dei clan nell’economia del territorio dove la cosca emiliana, hanno sancito altre sentenze, è gruppo autonomo e radicato. 

Tra le 22 condanne, il giudice ha inflitto 8 anni ad Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello, i coniugi di Soliera all’apparenza insospettabili, ritenuti gli istigatori mandanti dei ‘recuperi crediti’, in pratica delle estorsioni. I due si erano rivolti alla cosca per riscuotere un credito di circa 2 milioni e mezzo di euro che sostenevano di vantare nei confronti di un imprenditore per operazioni illecite di truffa e di frode fiscale. I coniugi modenesi si erano rivolti alla cosca anche per estorcere 3 milioni di euro a tre anziani fratelli.