Il futuro della sanità: serve un piano per i prossimi cinque anni

Il Pnrr destina molte risorse alla sanità regionale, “bisogna che questi investimenti non rimangano scatole vuote perché non abbiamo il personale adeguato, e pubblico, da metterci dentro” secondo Cgil, Cisl e Uil che intervengono sul tema del Pronto Soccorso. ASCOLTA GLI AUDIO DELLE INTERVISTE

0
290

Conti in rosso, personale mancante (dai medici di base a quello dell’emergenza-urgenza), rischio di privatizzazione di una quota sempre maggiore di servizi. Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna incalzano il presidente Stefano Bonaccini sulla crisi della sanità regionale, stressata dal Covid e dal caro-energia. In un convegno tenuto ieri all’Arena del sole di Bologna, i sindacati hanno lanciato pubblicamente le loro proposte: chiedono una sanità più vicina alle persone, sfruttando anche a pieno i fondi del Pnrr, attraverso una riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

Con uno stop ad ogni forma di privatizzazione. “Dobbiamo difendere in primo luogo il perimetro pubblico della sanità e costruire una sanità territoriale”, scandisce il segretario regionale Cgil Massimo Bussandri. “Il Pnrr destina molte risorse alla sanità regionale, bisogna che questi investimenti non rimangano scatole vuote perché non abbiamo il personale adeguato, e pubblico, da metterci dentro”. Più in generale Bussandri invita la Regione e gli enti locali a fare “massa critica” contro i finanziamenti insufficienti a livello nazionale “e non consegnarci mani e piedi ad un disegno di smantellamento della sanità pubblica”.
“La sanità dell’Emilia-Romagna- chiarisce da parte sua il segretario Uil Giuliano Zignani– è in uno dei momenti più difficili della sua storia, per politiche governative che hanno minato sempre il sistema sanitario nazionale ma molto probabilmente anche per il fatto che anche a livello regionale non abbiamo affrontato il tema come doveva essere affrontato, ma ci siamo cullati negli allori degli anni precedenti. Ora caro-energia e Covid hanno messo a nudo i problemi”.

Il numero uno della Cisl regionale, Filippo Pieri, reclama più fondi per la sanità da parte del Governo centrale. “A parte la parentesi della pandemia- sottolinea il numero uno della Cisl- le risorse per la sanità sono sempre state in diminuzione e ci sono stati forti tagli. In particolare ora con una inflazione che viaggia a due cifre mettere due miliardi in più non copre nemmeno i costi”. Nel suo intervento Bonaccini ha mostrato disponibilità su tutto. “C’è in gioco la sanità pubblica, vogliamo fare questa battaglia insieme a voi”, ha detto.

Ma il sindacato lo aspetta al varco, già a partire dalla prossima trattativa sul piano socio-sanitario, per verificare se le rassicurazioni troveranno conferma negli atti.