L’estro creativo di Carlotta Aldrighi fa il giro del mondo

Copertine di dischi, poster, magliette… intorno a una band musicale esiste un merchandising variegato ed è proprio di questo che si occupa la 32enne carpigiana Carlotta Aldrighi, a lei spetta il compito di raccontare lo spirito, il concept di un album, di una canzone. Di dare forma e colore a una visione, un genere musicale. La sua creatività è ormai conosciuta nel mondo, basti pensare che l’illustratrice e graphic designer di casa nostra ha collaborato con artisti del calibro dei Rolling Stones, Cristina Aguilera, Red Hot Chili Peppers, Mariah Carey, Linkin Park…

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Carlotta Aldrighi

“A volte penso alla me teenager e quasi non riesco a credere alla fortuna straordinaria che ho avuto”, sorride Carlotta Aldrighi, appena rientrata dalla Grande Mela. Illustratrice e graphic designer, la 32enne carpigiana è riuscita a realizzare il suo sogno più grande: fare delle proprie passioni una professione ricca di stimoli e gratificazioni. “Ho sempre amato disegnare, sin da quando ero piccola. Un hobby che mi ha accompagnata anche negli anni del Liceo e dell’Università dove mi sono laureata in Mediazione linguistica”, racconta Carlotta. E poi c’è lei, la musica, un’altra compagna fidata: “ho tanti amici musicisti e quando ero una adolescente oltre a seguirne i concerti ho realizzato per loro loghi, copertine degli Ep… quando mi sono laureata mi sono trovata di fronte a un bivio: fare l’interprete e viaggiare in giro per il mondo o tentare la strada del graphic design in ambito musicale? Grazie allo straordinario supporto di mia madre che ha dimostrato di credere in me, giorno dopo giorno, ho deciso di provare a dare forma a un sogno e mi sono lanciata in un’avventura tanto difficile quanto appagante. Oggi so con assoluta certezza di avere intrapreso la strada giusta”.

Grazie alle infinite possibilità offerte dalla Rete, Carlotta ha potuto confrontarsi con tanti professionisti operanti a livello internazionale e pian piano è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo: “avevo preparato un portfolio con le mie creazioni, contattavo le band per propormi… poi anche grazie a un collega inglese con cui collaboravo è arrivato il grande salto. Le major mi hanno notata – spiega Carlotta – hanno apprezzato il mio lavoro e il mio stile e ho iniziato a collaborare con etichette prestigiose come Warner, Universal e con aziende di merchandising a livello globale”.

Copertine di dischi, poster, magliette… intorno a una band esiste un merchandising variegato ed è proprio di questo che si occupa Carlotta, a lei spetta il compito di raccontare lo spirito, il concept di un album, di una canzone. Di dare forma e colore a una visione, un genere musicale. Una sfida davvero affascinante, prosegue la graphic designer, che si concretizza attraverso un confronto “diretto con le band indipendenti e allora il processo creativo diventa una vera e propria esperienza a più mani tra artisti, o con i team delle etichette che seguono i vari musicisti… Gli art director mi danno le linee guida, che possono essere più o meno vincolanti, altre volte invece ho carta bianca ed è lì che il mio twist si esprime al massimo”. Uno stile, quello di Carlotta, eclettico e minimale: “il mio è un tocco rock, aggressivo, ma in ogni illustrazione che realizzo devo essere capace di interpretare il concept del cliente, adattandomi al contempo al trend del momento, alla moda, d’altronde il settore dell’entertainment è indissolubilmente legato a quello del fashion”.

La creatività made in Carpi di Carlotta è ormai conosciuta nel mondo, basti pensare che l’artista di casa nostra ha collaborato con artisti del calibro dei Rolling Stones, Cristina Aguilera, Red Hot Chili Peppers, Mariah Carey, Linkin Park 

Lo studio di Carlotta Aldrighi è a Carpi, “perchè è qui che ho le mie radici ma non rinuncio mai a viaggiare. Ho vissuto a Londra e ora sto per partire per Berlino. Una metropoli che amo e ha uno spazio nel mio cuore è senza dubbio New York dove faccio spesso ritorno per visitare gallerie d’arte e andare ai concerti. Vivere in altre città mi consente di assorbirne l’atmosfera, di trarne stimoli e ispirazioni. Di respirare le varie subculture musicali… Quando viaggio divento una spugna, pronta ad assorbire il nuovo, lasciando che ogni impulso creativo fluisca dentro di me”.

Un’arte, quella di Carlotta Aldrighi, che si nutre continuamente grazie alle emozioni e alle esperienze vissute, e che si esprime ben oltre il lavoro: “i miei progetti personali sono più intimi, essenziali. Spesso in bianco e nero, dalle pennellate dark. Tele che parlano di me, delle emozioni che spesso non riesco a esprimere ad alta voce. Una mia collezione è stata esposta in una galleria a New York mentre un’altra al momento è presente in esclusiva su un webstore inglese. La me adolescente non ci avrebbe mai creduto, ma è tutto vero e ne sono profondamente grata”.

Jessica Bianchi