Il grande sonno della politica sulla crescita dell’inflazione: a Modena si attesta al 12,8%

L’inflazione a Modena passa dal 9,1% di settembre al 12,8% di ottobre. Un dato gravissimo che si concentra sull’energia e sul carrello della spesa, colpendo soprattutto cittadini e famiglie a reddito medio basso.

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L’inflazione a Modena passa dal 9,1% di settembre al 12,8% di ottobre. Un dato choc, annunciato due settimane fa dal dato nazionale Istat, oggi lievemente corretto al ribasso all’11,8, un intero punto al di sotto dell’inflazione modenese. Anche l’inflazione media dell’Emilia Romagna, al 12,5%, è al di sotto di quella modenese. Quella europea, ad ottobre, si attesta al 10,7%, con la Francia ferma al 6,2%, e la Spagna al 7,3%. 

Un dato gravissimo, il nostro, che vede in un solo mese la crescita dell’inflazione registrata complessivamente nei quattro anni precedenti il 2022. 

“Pesa ancora una volta l’energia – spiega Federconsumatori Modena   ma pesa anche il carrello della spesa che registra un livello di inflazione superiore al dato generale. Inutile cercare riferimenti storici a questa situazione, inutile evocare gli Anni ‘80. Questa è una situazione inedita, perché a differenza di allora non esistono strumenti automatici di adeguamento dei redditi da lavoro, perché crescono le difficoltà nel rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro, alcuni dei quali scaduti da sette anni. Perché la crescita del lavoro precario, del part-time involontario, del lavoro grigio ha ridotto le retribuzioni medie, in particolare di donne e giovani. Tutto questo senza dimenticare che l’inflazione che si concentra sull’energia e sul carrello della spesa colpisce soprattutto cittadini e famiglie a reddito medio basso. Lascia quindi basiti l’assenza di una seria iniziativa da parte del Governo insediatosi lo scorso 23 ottobre: il decreto Aiuti quater ha rimosso il tema bollette delle famiglie, mentre a sostegno dei redditi da lavoro si prevedono strumenti a carattere volontario che probabilmente riguarderanno una ridotta minoranza di lavoratori”.

Il grande sonno sulla crescita dell’inflazione consegna ad oggi la perdita media di quasi due retribuzioni sull’anno precedente e l’erosione dei sudati risparmi; consegna un ulteriore, drammatico aggravamento della crisi economica, non sufficientemente percepito dalla politica e da chi governa.