Un pezzo di Carpi alla Maratona di New York

5 i carpigiani: la coppia Raffaella Marzuoli e Giancarlo Peracchia, Lino Caggiati, Fabio Orlandelli e Luca Carnevali.

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Raffaella Marzuoli e Giancarlo Peracchia, Raffaella Marzuoli, Fabio Orlandelli e Luca Carnevali.

Partecipare alla maratona di New York è il sogno di ogni runner, è la madre di tutte le maratone, tutti la vogliono fare ma in pochi ci riescono. Dopo essere stata annullata nel 2020, ed esclusi alcuni paesi a partecipare nel 2021 causa Covid, la Maratona di New York torna al suo splendore nel 2022 e registra un boom di partecipanti. Infatti sono stati più di 50.000 i runner che, domenica 6 novembre, con un caldo e un’umidità tropicali, sono partiti dal ponte di Verrazzano per percorrere e attraversare i 5 quartieri più famosi della Grande Mela.

Giancarlo Peracchia e Raffaella Marzuoli
Luca Carnevali

Trionfo del Kenya: vincono la 51esima edizione Evans Chebet 2:08:41 e la sua connazionale Sharon Lokedi 2:23:23, ottavo posto per l’italiano Daniele Meucci. Circa 2.200 gli atleti italiani che hanno percorso le strade di New York e tra questi 5 carpigiani, la coppia marito e moglie Raffaella Marzuoli e Giancarlo Peracchia, Lino Caggiati, tesserati con l’atletica Cibeno, Fabio Orlandelli della società Pico Runner e Luca Carnevali.

Lino Caggiati

Grande soddisfazione per Luca Carnevali 3:49:25, che mantiene la promessa fatta e dedica la sua maratona a tutti i pazienti e colleghi del reparto Covid dell’ospedale di Bergamo. Lino Caggiati invece a causa di un attacco di sinusite chiude la gara in 4:15:00, soffrendo anche l’alto tasso di umidità e i 26 gradi di temperatura. Per Raffaella Marzuoli è la  prima maratona in assoluto: con molta sofferenza è riuscita a concludere la sua gara in 5:05:43. Giancarlo Peracchia sorpreso anche lui dalla temperatura e dall’umidità, taglia il traguardo in 4:06:26. Fabio Orlandelli conclude in 4:32:00, anche per lui la maratona di New York è stata una sofferenza continua, racconta di essere rimasto sdraiato in central park per quasi un’ ora, senza avere la forza di alzarsi per andare in albergo. Come tutti sanno la maratona di New York non regala niente, è durissima, nel percorso ci sono tanti ponti e sali e scendi, che alla fine distruggono le gambe.

Nino Squatrito