Serena Dandini invita il Coro delle Mondine di Novi a L’Eredità delle Donne a Firenze

Il Coro delle Mondine di Novi di Modena parteciperà il prossimo 22 ottobre al festival realizzato da Elastica, con la direzione della Dandini che si terrà alla Manifattura Tabacchi a Firenze per parlare di lavoro e di guerra e del ruolo delle donne in questi contesti.

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Sabato 22 ottobre il Coro Mondine di Novi di Modena sarà a Firenze, presso la Manifattura Tabacchi, ospite del festival l’Eredità delle Donne. Il festival è realizzato da Elastica, con la direzione artistica di Serena Dandini, promosso e sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il contributo di Gucci, la co-promozione del Comune di Firenze che si tiene dal 21 al 23 ottobre dal vivo e online sul sito e sui social di #EDD2022. “L’invito alla quinta edizione della kermesse – commenta la direttrice del Coro, Giulia Berni – prevede due interventi nella giornata di sabato: uno alle 11.15 del mattino il cui tema è dedicato a Forza Lavoro che apriremo con alcune canzoni della risaia e racconteremo chi siamo e perché portiamo avanti la tradizione delle mondine sotto forma di coro e uno al pomeriggio, a partire dalle 15, dal titolo Incrociare le armi, dove è prevista la nostra chiusura, in questo caso solo cantata”.

Questo invito, aggiunge Manuela Rossi, contralto, presidente e autrice dei testi degli spettacoli che il sodalizio porta in giro per l’Italia e il mondo, non è il primo a manifestazioni di questa importanza, qualche mese fa eravamo alla Milanesiana invitate da Elisabetta Sgarbi, e ogni volta è per noi una emozione e un onore. La cosa che ci stupisce sempre è l’accoglienza quasi da grandi star per noi, un gruppo di donne, per lo più diversamente giovani che tramandiamo, attraverso i nostri canti, la testimonianza di ciò che sono state le lotte per le otto ore, l’emancipazione femminile, il riscatto da un lavoro di stenti e privo di ogni diritto per la lavoratrice, la nostra partecipazione attiva alla lotta di Liberazione al fianco dei Partigiani. Mi sono convinta che sia davvero il nostro atteggiamento, mai banale, attento e scrupoloso nei confronti della storia e delle storie delle donne che hanno fatto parte del nostro Coro e di cui portiamo il testimone, a essere l’unicum che ci contraddistingue. Di madre in figlia è da sempre il nostro modo di far parte del gruppo: le nostre madri, nonne, zie, autentiche mondine, che hanno saputo tramandare la loro vita a noi figlie e nipoti e a noi l’onere e l’onore di fare altrettanto con le future generazioni. Perché non abbiamo altro da lasciare, la nostra eredità è l’eredità di donne che hanno combattuto e pianto, faticato e sofferto, riso e cantato, comunque hanno vissuto per ciò che oggi sembra così naturale e scontato”.