Pd, chi torna e chi resta (con riserva)

Nel Partitone c’è chi torna dopo aver compreso che da fuori si è esclusi dalla partita e chi, invece, pur restando (ancora per quanto?) sta facendo di tutto per stimolare un nuovo corso. A reiscriversi al Partito democratico dopo un anno sabbatico è l’ex assessore nonché attuale portavoce del sindaco Simone Tosi mentre a compiere un’analisi tanto lucida quanto severa dall’interno è Giovanni Taurasi.

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Nel Partitone c’è chi torna dopo aver compreso che fuori non c’è trippa per gatti e chi, invece, pur restando (ancora per quanto?) sta facendo di tutto per stimolare un nuovo corso.

A reiscriversi al Partito democratico dopo un anno sabbatico (vedi link https://temponews.it/2021/05/27/tosi-si-autosospende-dal-partito-democratico/) è l’ex assessore nonché attuale portavoce del sindaco Simone Tosi mentre a compiere un’analisi tanto lucida quanto severa dall’interno è Giovanni Taurasi.

Lontano da ruoli politico-istituzionali dal 2014, Taurasi non fa sconti, soprattutto in vista delle elezioni Amministrative del 2024: “è evidente, e a dirlo sono i dati, che il Partito Democratico non potrà presentarsi da solo all’appuntamento delle Amministrative. E’ dunque necessario cominciare sin da subito ad avviare un dialogo alla pari con tutte le realtà e i soggetti del territorio. Dai partiti di area riformista, come Azione e Italia viva, ai partiti e movimenti che si collocano alla Sinistra del Pd, come Verdi e Art. 1, alle forze sociali e associative, passando per una lista come Carpi Futura. E’ l’unica strada possibile. Un dialogo alla pari, non autoreferenziale da primi della classe. In città sono nate tante associazioni piene di giovani che hanno voglia di fare e di spendersi: ragazzi che prestano attenzione ai bisogni emergenti. Istanze che devono diventare patrimonio del Partito Democratico”.

Un partito secondo Taurasi, “è vivo solo se sta nella società”. Ed è lì che occorre guardare e tornare. “C’è più vita lì che nelle riunioni di partito a cui peraltro non partecipo da tempo”, ironizza.

Un dialogo paritario con tutti coloro che potrebbero stare dentro a un progetto politico, a un’alleanza col Pd come perno, in vista del 2024: “serve un bagno di umiltà e la consapevolezza che il contributo positivo apportato da altre forze esterne è fondamentale”.

Bando poi all’ideologia: “io sono uno storico – prosegue Giovanni Taurasi – mi occupo di fascismo e nutro una grande passione per l’antifascismo ma fare politica vuol dire occuparsi del presente e del futuro. Dobbiamo discutere e ragionare di proposte, idee e valori attuali per l’oggi e il domani”.

Col congresso alle porte, aggiunge, dovrebbe “aprirsi una nuova fase rigenerante” durante la quale verranno “raccolte istanze, opinioni e pareri. Un processo a cui è giusto che partecipino tutti. E quando dico tutti, è tutti. Un esempio? A me va bene che il Pd apra le porte anche a coloro che ne erano usciti senza porre veti però, a Destra o a Sinistra. Chi vuole può partecipare a questo nuovo processo ricostitutivo. E spero lo facciano in tanti”.

E se tale promessa aria di cambiamento non dovesse soffiare in città quale posto troverà Taurasi e chi, come lui, desidera un partito rinnovato che non peschi soltanto nel trito stagno da cui attinge da anni?

“Per quanto mi riguarda – conclude Taurasi – aspetto di vedere cosa diventerà il Pd dopodiché deciderò il da farsi”.

E Tosi cosa lo ha spinto a tornare “a casa”? “Ricordo che la mia autosospensione, sulla quale non ho mai voluto rilasciare dichiarazioni – spiega Simone Tosi – è stata una scelta dettata da motivi del tutto personali e privati. Dopo una campagna elettorale che non ha certo portato risultati eccezionali per il Partito Democratico e lo ha collocato all’Opposizione si aprono nuovi scenari. Come dichiarato dal segretario nazionale abbiamo di fronte una fase congressuale durante la quale ridefinire la missione, le finalità, gli obiettivi e le strategie del Pd e io spero sia un momento di grande confronto e discussione. Un momento che veda coinvolti tutti i suoi iscritti e la comunità democratica di questo Paese. Per partecipare in modo attivo a un congresso però occorre far parte di quella comunità: discutere del futuro del Partito democratico è fondamentale e io vorrei essere tra i cittadini iscritti che contribuiranno a immaginare e a ricostruire un partito nuovo”.

Jessica Bianchi