Redditi, Carpi scivola al penultimo posto in provincia

“Carpi, anche per effetto della crescita del settore traino dell’Area nord, ovvero il biomedicale, sta precipitando al penultimo posto per quanto riguarda i redditi sia da lavoro dipendente che da pensione nella nostra provincia. Un dato da indagare e approfondire”, sottolinea il presidente di Federconsumatori Modena, Marzio Govoni.

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E’ impietosa la fotografia che emerge dall’Analisi dei redditi dei lavoratori della provincia di Modena,  basata sui dati del primo CAAF della nostra regione, ovvero la CSC di Modena. La buona notizia è una sola, spiega Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori, poi a campeggiare è soltanto il buio.

“I redditi del 2021 registrano un incremento non scontato, frutto dell’importante ripresa di quell’anno dopo la fase più acuta della pandemia. E’ certamente una buona notizia, peraltro l’unica; i nostri dati registrano infatti un incremento generale dei redditi del 3,2%, che deflazionato si attesta a un più modesto 1,2%. Un dato piccolo, certo, ma pur sempre un segnale di speranza”. Tale crescita però si concentra in un’unica fascia: a guadagnare di più sono solo “gli uomini qualificati over 45 e impiegati nei settori più forti della nostra economia”. A ciò si affianca poi un grave allargamento della forbice dei redditi: “i giovani – prosegue Govoni – arretrano ancora e cresce il precariato tra gli under 35, dove il reddito negli ultimi 5 anni è diminuito dell’8%. Un altro dato durissimo è quello che riguarda le donne: guadagnano il 26,5% in meno rispetto agli uomini. Nei redditi da lavoro sopra i 60.000 euro le certificazioni relative a dichiarazioni di lavoratrici  rappresentano meno del 20% del totale. Non ci vuole molto per collegare questa condizione alla crisi demografica, alle culle vuote. Ricordiamo che in provincia di Modena sono calati quasi di un terzo i nati tra il 2008 e il 2020”.

E mentre crescono più che altrove le forme di lavoro precario, in primis i contratti a tempo determinato, a livello provinciale è Carpi a destare le maggiori preoccupazioni.

“Carpi, anche per effetto della crescita del settore traino dell’Area nord, ovvero il biomedicale, sta precipitando al penultimo posto per quanto riguarda i redditi sia da lavoro dipendente che da pensione nella nostra provincia. Un dato da indagare e approfondire”, sottolinea il presidente di Federconsumatori.

Con l’inflazione 2022 che si avvia alla doppia cifra, i costi delle bollette schizzate alle stelle, le narrazioni ottimistiche, prevalenti a inizio anno, sono ormai storia vecchia. L’inverno sta arrivando e fa paura.