Danza e giustizia al Festival delle Abilità Differenti

Il terzo evento del Festival Internazionale delle Abilità Differenti è lo spettacolo di danza CUNCTUS, nessuno è escluso che tratta il tema della Giustizia e rientra nel programma del Festivalfilosofia. L’appuntamento è venerdì 16 settembre, alle 21, in Teatro Comunale. Ad andare in scena la Compagnia EgoMuto della Nazareno e la Firsth Company della Fundaciòn PsicoBallet Maite Leòn (Madrid).

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Il terzo evento del Festival Internazionale delle Abilità Differenti è lo spettacolo di danza CUNCTUS, nessuno è escluso che tratta il tema della Giustizia e rientra nel programma del Festivalfilosofia. L’appuntamento è venerdì 16 settembre, alle 21, in Teatro Comunale. Ad andare in scena la Compagnia EgoMuto della Nazareno e la Firsth Company della Fundaciòn PsicoBallet Maite Leòn (Madrid).

L’evento, a accesso libero e gratuito, affronta la tematica della dimensione cittadina, quella di comunità e quella domestica, fino al rapporto essenziale fra un io e un tu. Di giustizia in giustizia, una riflessione visiva e danzante, una universalità come una freccia proiettata all’interno, lanciata dall’uomo di oggi per guardarsi in azione, da fuori. Sistemi ideali e modelli reali, perfetti ma incarnati da uomini imperfetti. Forse è qui, in questa dialettica inesausta, che si può fare strada una giustizia dinamica, non repulsiva, abitabile da ciascuno, dove la fragilità è compresa.

La Compagnia EgoMuto, presenterà Cosa di Tutti scritto dalla loro coreografa e ballerina, Irene Stracciati che descrive così la rappresentazione del balletto: “i danzatori, privati dei loro volti e uniti da una fratellanza acquisita dalla somiglianza, formano una piccola comunità di eguali, un campione umano in cerca della Polis platonica perfetta, dove le sue componenti sono in equilibrio dando vita alla Giustizia. Essi abitano la scena, perlustrando se stessi e la propria anima cercando di costruire l’Equilibrio, attraverso la vicinanza e lo sguardo dell’altro e la sua cura.  Come un caleidoscopio, il gruppo si unisce e si separa nel bello delle forme esplicitando il bello dell’anima. I danzatori, tutti con lo stesso volto, ci conducono in un mondo privato della ricchezza e del potere, dove nessuno ha bisogno di possedere nulla. Un mondo bello ma irrealizzabile, come affermerà Aristotele”. 

Il gruppo di danzatori EgoMuto è di per sé una realtà dove giustizia, uguaglianza, equilibrio, coraggio vengono rappresentati a priori. Danzatori che prima di essere individui con disturbi psichici e disabilità intellettiva sono persone con storie di vita dove certi equilibri si sono dovuti cercare, e si cercano con fatica ogni giorno. Togliere i volti agli interpreti e renderli gemelli con le maschere significa togliere il fardello del sé e far sì che l’identità di ognuno e l’uguaglianza di tutti venga dal valore e dal concetto di anima e di comunità.

Fritsch Company presenta Dìas felices (Giorno Felice) che racconta la dura realtà delle donne negli Anni ’50, la sottomissione e un’utile disponibilità si combinano con i loro desideri più intimi e con L’un sans l’autre (L’uno senza l’altro) dove le diversità accolte non creano tensioni, non costituiscono allontanamento ma ci completano l’un l’altro, e stabiliscono legami forti tra noi. L’un sans l’autre è una pièce trasparente, nella quale due corpi si fondono in uno solo.