Cane chiuso in un sacco e gettato in un canale: “troviamo il responsabile di questo gesto disumano”

La foto è molto forte ne siamo consci ma la fine che ha fatto questa povera bestiola è troppo crudele per non essere documentata. Lo scorso 12 agosto i volontari del Canile di Carpi sono stati contattati dai tecnici della Bonifica per il ritrovamento di un sacco nero gettato in un canale pieno d’acqua. Dentro, il macabro ritrovamento: un cane adulto e due grosse pietre per affossare il corpo e la vergogna di un gesto insensato e riprovevole.

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La foto è molto forte ne siamo consci ma la fine che ha fatto questa povera bestiola è troppo crudele per non essere documentata.

Lo scorso 12 agosto i volontari del Canile di Carpi sono stati contattati dai tecnici della Bonifica per il ritrovamento di un sacco nero gettato in un canale pieno d’acqua. 

Dentro, il macabro ritrovamento: un cane adulto e due grosse pietre per affossare il corpo e la vergogna di un gesto insensato e riprovevole.

“Quando lo abbiamo recuperato – spiega Raffaella Benedusi, responsabile del Canile di Carpi – ci siamo resi conto che il cane era già in avanzato stato di decomposizione. Abbiamo immediatamente allertato il Servizio Veterinario poiché l’animale era provvisto di microchip ma ad oggi nessuno si è preso la briga di effettuare le opportune ricerche e risalire al proprietario”. 

E’ necessario sciogliere il dubbio, prosegue Raffaella Benedusi: “il cane è morto per annegamento oppure è stato gettato nel canale dopo essere deceduto per altre cause?”. Una fine che ci lascia in ogni caso sgomenti e atterriti: “ogni giorno – continua la responsabile della struttura di via Bertuzza – ci mettiamo a disposizione della cittadinanza, prestando aiuto a chiunque lo chieda. Al momento ci stiamo persino prendendo cura di alcuni animali di persone anziane in difficoltà, non abbiamo mai negato una mano a nessuno. Nel 2022 è inammissibile che capitino certe cose”. Fatti gravissimi che non possono passare sotto silenzio: “io sporgerò denuncia – conclude Benedusi – affinché vengano accertate le responsabilità di questo gesto disumano”.

Jessica Bianchi