“Quando l’acqua è poca ciò che conta è che tutti abbiano lo stretto necessario per salvare il raccolto”

Il Grande Fiume continua a calare a un ritmo di circa 5 centimetri al giorno, “noi siamo fiduciosi di riuscire ad assicurare la derivazione della risorsa idrica dal Po per altri 15/20 giorni, coprendo le necessità di colture importanti come mais, meloni e cocomeri”, spiega il direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Domenico Turazza. Certo siamo in un regime di razionamento dal momento che, prosegue il direttore, “deriviamo circa 25 metri cubi d’acqua al secondo rispetto ai 50 necessari”.

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Boretto

“Chiediamo a tutti gli agricoltori la massima collaborazione e una buona dose di buon senso affinché utilizzino in modo oculato la poca acqua disposizione”. A lanciare l’appello è il direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Domenico Turazza. La gravissima siccità che sta attanagliando anche il nostro territorio si ripercuote inevitabilmente sull’approvvigionamento dell’acqua da destinare al mondo agricolo: “grazie ai lavori contingenti e mai realizzati prima a Boretto – spiega il direttore – unitamente agli interventi compiuti alcuni anni fa sulle pompe, abbiano notevolmente migliorato i sistemi di prelievo di acqua dal Po e a quote ancor più basse, financo sotto i 14 metri”. Il Grande Fiume però continua a calare a un ritmo di circa 5 centimetri al giorno ma “noi siamo fiduciosi di riuscire ad assicurare la derivazione della risorsa idrica dal Po  per altri 15/20 giorni, coprendo le necessità di colture importanti come mais, meloni e cocomeri”.

Certo siamo in un regime di razionamento dal momento che, prosegue il direttore, “deriviamo circa 25 metri cubi d’acqua al secondo rispetto ai 50 necessari. Siamo consci di chiedere agli agricoltori un sacrificio ma quando la risorsa idrica è scarsa ciò che conta è che tutti abbiano lo stretto necessario per portare a casa il raccolto”.

 

Tutti ricordano il 2003 come l’annus horribilis per lo stato siccitoso in cui versava il Po ma, spiega Turazza, “la crisi era iniziata nel mese di luglio e dunque la situazione attuale, creatasi in netto anticipo, è ben più grave. Io non ho memoria di un momento simile, gli annali ci dicono che non si verificava da una settantina d’anni ma allora c’era la guerra e i problemi erano altri…”.

Boretto

E se il grande malato, nonché osservato speciale è il Po, il Secchia invece gode di una discreta salute così come Enza e, presumibilmente,  Panaro, i quali hanno “risentito positivamente dei temporali dei giorni scorsi. Andranno in sofferenza a luglio ma è nella loro fisiologia”.

L’acqua che vediamo, copiosa, nel Cavo Lama e nel reticolo di canali della bonifica nel carpigiano da dove arriva? 

“Per l’80% dal Po e il resto dal Secchia”, spiega il direttore Turazza.

C’è un modo per accumulare una maggior quantità d’acqua? Coldiretti parla di piccoli invasi dal basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio ad esempio, è una soluzione praticabile?

“E’ una soluzione di buon senso e assolutamente praticabile. Noi stiamo anche pensando alla realizzazione di un grande invaso ma una infrastruttura di quel tipo richiede una decina di anni per essere portata a compimento. I piccoli laghetti invece, da 1 o 2 milioni di metri cubi d’acqua, o anche meno, possono essere creati, sfruttando le casse di espansione o le cave ad esempio, in un arco di tempo decisamente inferiore. Con Aipo poi stiamo valutando una  soluzione di questo tipo a Campogalliano, presso le Casse di espansione del Secchia. Altre ne stiamo già realizzando a Casalgrande e a Novellara e infine una è in valutazione a Correggio. Sono tutti progetti che vanno nella direzione indicata da ANBI e Coldiretti”.

Quanto è preoccupante la situazione?

“Occorre restare coi piedi per terra. Stiamo lavorando alacremente – conclude Domenico Turazza –  affinché si possa completare la stagione irrigua, ancorché prelevando quantitativi ridotti. Per i prossimi quindici – venti giorni sono ragionevolmente fiducioso, poi vedremo. In considerazione dell’eccezionalità della situazione non è possibile fare previsioni sul lungo termine”.

Jessica Bianchi