I gastroenterologi ed endoscopisti della Regione Emilia Romagna si danno appuntamento a Carpi

Dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, i gastroenterologi ed endoscopisti della Regione Emilia Romagna si danno appuntamento, sabato 9 aprile, per la prima volta a Carpi, in occasione del congresso regionale, organizzato da Aigo - Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri, Sied - Società italiana endoscopica digestiva e Sige - Società italiana di gastroenterologia. Durante il ricco programma verranno presentati degli occhiali del tutto speciali: “gli smart glasses - spiega il dottor Mauro Manno - sono una tecnologia nuovissima che consente di entrare virtualmente in sala operatoria. Uno strumento prezioso di chiamata a un esperto o di formazione, per far vivere così a chi è ancora alle prime armi l’atmosfera della sala operatoria”.

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il dottor Mauro Manno

Dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, i gastroenterologi ed endoscopisti della Regione Emilia Romagna si danno appuntamento, sabato 9 aprile, all’Auditorium San Rocco di Carpi, in occasione del congresso regionale, organizzato da Aigo Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri, Sied – Società italiana endoscopica digestiva e Sige – Società italiana di gastroenterologia, dal titolo Clinical endoscopy: dal successo tecnico al successo clinico. 

“L’elemento di assoluta novità del nostro congresso, che non era mai stato ospitato a Carpi, – spiega il dottor Mauro Manno, direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Azienda Usl di Modena, nonché presidente regionale di Sied e organizzatore dell’evento – sarà la trasmissione “live” di interventi endoscopici direttamente dalle sale dell’Ospedale Ramazzini dove, insieme alla mia equipe, vi saranno colleghi di altre unità operative della Regione”. Nella seconda parte della giornata spazio invece all’esposizione di “casi clinici complessi attraverso le presentazioni di giovani colleghi”, prosegue il dottor Manno.

Durante il ricco programma verranno poi presentati degli occhiali del tutto speciali: “gli smart glasses – spiega il dottor Mauro Manno – sono una tecnologia nuovissima che consente di entrare virtualmente in sala operatoria. Su questi occhiali intelligenti, indossati dall’endoscopista operatore, infatti è posizionata una telecamera che può trasmettere a colleghi l’intervento endoscopico e far vedere cosa accade in sala endoscopica e, grazie a un ritorno audio in entrata e in uscita, i due possono comunicare, scambiarsi suggerimenti e confrontarsi. Insomma uno strumento prezioso di chiamata a un esperto o di formazione, per far vivere così a chi è ancora alle prime armi l’atmosfera della sala operatoria e di ascoltare le decisioni prese in real time. 

Inoltre – prosegue il direttore – la mia unità è dislocata su tutti gli ospedali Ausl della provincia di Modena, da Pavullo a Mirandola. Una tecnologia di questo tipo, anche se lavoriamo tutti secondo uno standard condiviso e omogeneo per garantire equità di trattamento ai pazienti, di fatto avvicina le sedi. Non è insolito che un collega senta la necessità di confrontarsi soprattutto sui casi più complessi”.

Gli smart glasses potrebbero avere delle ricadute positive anche sui pazienti più fragili che si trovano al loro domicilio: “pensiamo ad esempio alle persone che hanno una Peg (ndr – la gastrostomia endoscopica percutanea è la procedura chirurgica con cui si crea un’apertura sullo stomaco e successivamente sull’addome, allo scopo di posizionarvi un sondino per la nutrizione artificiale) e che vengono assistite nelle loro case. Nel caso in cui la Peg non funzionasse bene e l’infermiere avesse bisogno di supporto questi occhiali garantirebbero un canale diretto con un esperto”.

Un lavoro, quello dell’equipe di Manno, reso possibile anche grazie al prezioso supporto “degli amici anestesisti insieme ai quali abbiamo sviluppato un programma di training al fine di erogare esami endoscopici in sedazione profonda, mantenendo elevati standard di sicurezza”. 

Un fiore all’occhiello che si è guadagnato, nel 2020, un riconoscimento di respiro internazionale, il primo di questo tipo in tutta Europa, ovvero la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Endoscopy.

Jessica Bianchi