Il Covid allenta la presa nel modenese

In considerazione della discesa della curva e della forte azione di tamponamento messa in piedi dalle farmacie l’azienda sanitaria sta ragionando su una progressiva contrazione degli orari di alcuni servizi, dai drive through ai centri vaccinali: “in questo modo - spiega il direttore generale Antonio Brambilla - potremo ricollocare gli operatori nei vari servizi di competenza e far riprendere così in toto l’attività ordinaria”.

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L’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da Covid 19 nel modenese inizia a mollare la presa. Tutti gli indicatori sono in calo: dal trend di contagio ai ricoveri, sino ai decessi. “L’incidenza di nuovi casi è di 562 ogni 100mila abitanti, numeri ancora alti ma in netta diminuzione  rispetto alle scorse settimane. Inoltre – sottolinea Antonio Brambilla, direttore generale dell’Azienda Usl di Modena – solo il 14,6% dei nuovi positivi presenta sintomi alla diagnosi, un dato davvero incoraggiante”. 

Numeri che hanno consentito di ridurre i posti letto ospedalieri dedicati, scesi a 391 (di cui 48 al Ramazzini di Carpi) su tutta la rete provinciale: “ad oggi (17 febbraio) i pazienti ricoverati sono 303 di cui 15 in terapia intensiva. 60 di loro, ricoverati per altre patologie e totalmente asintomatici, sono stati trovati positivi al tampone: sarebbe ora che il Governo non ce li facesse più conteggiare”, prosegue il direttore. 

Diminuiscono anche le persone seguite a domicilio passate, in una sola settimana, da 13.280 (10 febbraio) a 7.544 (17 febbraio).

La campagna vaccinale rallenta, con 3.200 inoculazioni medie al giorno, d’altronde, l’84% della popolazione dai 5 anni in su ha già completato il ciclo primario. A non cambiare idea, malgrado l’introduzione dell’obbligo vaccinale, sono i 22.363 over 50 che ancora non hanno fatto la prima dose: “la loro pigrizia nel vaccinarsi è a dir poco sorprendente, il mio auspicio è che cambino idea e alla svelta”, aggiunge Brambilla.

In considerazione della discesa della curva e della forte azione di tamponamento messa in piedi dalle farmacie (“basti pensare – spiega il direttore generale – che il 30% di coloro che dovrebbero recarsi ai drive through per fare il tampone non si presenta poiché preferisce andare in farmacia”), l’azienda sanitaria sta ragionando su una progressiva contrazione degli orari di alcuni servizi, dai drive ai centri vaccinali: “in questo modo – assicura Antonio Brambilla – potremo ricollocare gli operatori nei vari servizi di competenza e far riprendere così in toto l’attività ordinaria. Un’attività che, lo ricordo, non si è mai fermata ma nei momenti più duri e di maggiore pressione ha subito inevitabili rallentamenti”. 

Anche il gap creatosi sul fronte specialistica ambulatoriale e attività chirurgica si sta lentamente colmando: “a livello provinciale – conclude il direttore – siamo intorno all’80% di recupero”. 

Jessica Bianchi