Re Mauri indossa il cappello nella nuova versione di Lear in scena al Comunale

E’ un sovrano con cappello al posto della corona, quello proposto nella nuova versione del Re Lear che Glauco Mauri porta in Teatro Comunale da venerdì 18 a domenica 20 febbraio. Sipario alle 21.

0
633

E’ un sovrano con cappello al posto della corona, quello proposto nella nuova versione del Re Lear che Glauco Mauri porta al Comunale da venerdì 18 a domenica 20 febbraio: l’attore pesarese, uno dei più bravi e longevi del teatro italiano, interpreta così per la terza volta il grande personaggio shakespeariano. Aveva affrontato la tragedia dell’amore paterno e della follia nel 1984 e nel 1999 per oltre 500 repliche, in una carriera costellata da 24 personaggi del Bardo (fin dall’esordio, nel 1953, in Macbeth). Questa edizione è firmata da Andrea Baracco e prodotta da Compagnia Mauri-Sturno e Fondazione Teatro della Toscana: Roberto Sturno è il Duca di Gloucester, Dario Cantarelli è il Matto. La nuova traduzione è di Letizia Russo, mentre riduzione e adattamento sono firmati a quattro mani da Baracco e Mauri, con scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, musiche di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno, luci di Umile Vainieri.

Della più titanica tragedia di Shakespeare, Mauri dice: “Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino. Spero solo che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in soccorso ai nostri limiti. Cosa c’è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro”.

Per il regista “è una delle più nere e per certi versi enigmatiche” tragedie del genio inglese e “sotto quel nero sembra splendere qualcosa di incredibilmente luminoso e proprio questa luce sepolta dall’ombra la rende così affascinante. » Nessun personaggio « è in grado di regnare, di assumersi l’onere del potere, nessuno sembra avere la statura adatta. Solo giganti o nani. I tormenti di Lear, di Gloucester, i turbamenti di Edgar, i desideri di Edmund, i tremori e i terrori delle figlie del Re, Cordelia, Goneril e Regan, attraggono da sempre perché la complessità e in alcuni casi la violenza che produce il conflitto generazionale è per forza di cose universale”.

Sipario alle 21: per le norme anti-Covid si entra solo con certificazione verde rafforzata e mascherina Ffp2.