Via degli Dei, prima tappa

Poteva mancare la Via degli Dei (per gli amici VDD) dai percorsi dei Sentieri Minimi?

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Poteva mancare la Via degli Dei (per gli amici VDD) dai percorsi dei Sentieri Minimi? Assolutamente no! Il percorso “must dei must”, roba che in Spagna stanno temendo per il predominio dell’antico Cammino di Santiago è ormai più di moda dello Spritz per l’aperitivo, un percorso che in certi giorni sembra di essere alla processione del Venerdì Santo.

Il percorso si snoda sull’Appennino tosco – emiliano e porta da Bologna a Firenze (o viceversa, ovviamente) in quattro – sei giorni, in base a quanto volete spingere o godervi il panorama. Il ritorno lo si fa di solito in Eurostar: 40 minuti per tornare alla base dopo 120 km di scarpinate. Vedi alla voce “progresso”. Per far rientrare un percorso a tappe tra i Sentieri Minimi lo dobbiamo però fare col nostro stile: un tratto e poi si torna al punto di partenza in qualche modo. Oggi facciamo il primo pezzo o meglio: un po’ meno se ci fermiamo a Sasso Marconi, un po’ di più se arriviamo fino a Monzuno. Andiamo con ordine: lasceremo la macchina alla partenza a Bologna. Di domenica non avremo particolari difficoltà a trovare parcheggio e sarà generalmente libero. Negli altri giorni tenete conto che potrebbe aver senso arrivare da Carpi a Bologna direttamente in treno.

Il nostro percorso parte quindi dalla stazione dei treni, anche se l’inizio ufficiale della VDD è da Piazza Maggiore. Usciti dalla stazione dobbiamo prendere via dell’Indipendenza e arrivare in piazza: foto di rito davanti al Nettuno e San Petronio e poi prendiamo per San Luca.

Il portico conta 666 arcate e, con un bel po’ di gradini che non ho mai contato, si arriva alla chiesa più cara ai bolognesi. Fin qui anche se piove, è tutto al coperto.

Tanta fatica per salire e il sentiero, poche centinaia di metri dopo la chiesa, ci fa scendere sulla destra a ritta di collo dal Sentiero dei Bregoli verso Casalecchio di Reno. Si torna alla quota di partenza e questa per me è sempre stata una stranezza che mi hanno sempre giustificato dicendo “Non vorrai mica saltare San Luca, eh?”. Benissimo! Arrivati al parco Talon abbiamo due possibilità: tenerci verso la collina e restare subito in sponda destra del Reno oppure attraversare in fondo al parco il ponte pedonale e spostarci in sponda sinistra. Intanto ricordiamo che la sponda di un fiume viene determinata rispetto al senso della corrente: immaginate di scendere il fiume su una canoa e a destra avete la sponda destra, a sinistra… quella sinistra. Questo per evitare equivoci. Ciò detto conviene tenere la sponda destra nei periodi asciutti perché si sta di più all’ombra del bosco in riva del fiume, cosa non consigliabile (a meno che vi piaccia il fango) dopo giorni di pioggia.

Il sentiero è in entrambi i casi ben segnalato e talmente frequentato, eccetto nei mesi invernali, che difficilmente riuscirete a camminare da soli.

Se avete preso la sponda sinistra arriverete sino a Palazzo de’ Rossi per poi riprendere il lato destro con il ponte strallato di Vizzano.

A Vizzano, tra il ponte e la chiesa c’è un punto ristoro dove potete rifornirvi di acqua. Conviene approfittarne perché poi non ci sono altre occasioni fino a Brento, a meno di non chiedere una cortesia in qualche casa lungo il percorso. Si prosegue su via Vizzano e la buona notizia è che, dopo il saliscendi di San Luca, il percorso è tutto in piano. Almeno fino a che, dopo la stazione ecologica, via Vizzano sbuca su una strada più grande. Se ne avete abbastanza (e sin qui sono solo una dozzina di km o poco più) prendete a destra e dirigetevi verso Sasso Marconi. Superato il ponte sul Reno, a sinistra c’è subito la stazione dei treni e tornate molto facilmente in Centrale a Bologna.

Se invece vi sentite ancora prestanti potete proseguire e fare un altro tratto fino a Brento o addirittura proseguire fino a Monzuno. Attenzione però che ora ci sono salite e discese e non sono comodissime in particolare se è piovuto: le argille diventano una superficie con coefficiente di attrito nullo. Se fino a questo punto i bastoncini sono stati pressoché irrilevanti da qui in poi io suggerisco di averli.

Saliamo quindi aggirando una meravigliosa villa e dirigendoci in direzione Prati di Mugnano. Seguendo le indicazioni sempre molto frequenti della VDD, il sentiero si imbocca in via Mugnano e si prosegue fino al B&B Sulla Via degli Dei, uno dei tanti sul percorso che segnaliamo non per particolare preferenza quanto per il fatto di essere di fianco a un centro per il recupero della fauna selvatica. Questo spiega sia perché vedrete delle robustissime reti sulla destra, sormontate da filo spinato a doppio corso, sia perché potreste sentire dei ruggiti di leoni. Non sono gli effetti della stanchezza ma fa un certo effetto. Nel mio caso il passo diventa più veloce.

Avanti un poco si trova l’inizio della salita al primo monte dedicato a un dio, ossia il Monte Adone. Il tratto è ripido ma breve e arrivati in cima si può godere di una bella vista sulla sottostante valle del Reno. Ecco: raccontatemelo il panorama perché io ho trovato un 3/3 di nuvole e nebbia che si e no vedevo la croce in cima. Si scende poi facilmente verso Brento dove c’è un bar ristorante (La Vecchia Trattoria del Monte Adone) dove sono entrato per un caffè e poi ho mangiato di tutto. Anche in questo caso 3/3.

Siete abbastanza stanchi? Da qui potete scendere verso Sasso e la sua stazione dei treni … 

Se volete invece proseguire uscite da Brento e prendendo per via Monte Adone vi dirigete verso Monzuno. Si fa circa un chilometro e mezzo di strada asfaltata sino a che sulla destra non vedete delle indicazioni tipo “Strada militare”. Prendetela senza paura: i cartelli si riferiscono alla via militare dei legionari romani che andavano da Bologna a Fiesole. Finalmente cammineremo sull’originale basolato della strada militare.

Si sbuca nuovamente sulla strada asfaltata in prossimità di Monterumici che per chi ha studiato le vicende della II guerra mondiale e della linea gotica farà venire in mente molti episodi cruciali sulla tenuta e poi lo sfondamento della linea. Stiamo passando su un campo di battaglia e conviene pensare a cosa è successo qui solo alcuni decenni fa.

La strada per Monzuno è quella asfaltata, salvo pochi tagli e diversivi di fianco alla strada nella zona di Selve e Tre Fasci. Gli ultimi chilometri non sono quindi molto piacevoli, tanto che in parecchi prendono l’autobus e arrivano a Monzuno evitando questi ultimi 3 / 4 km. Io personalmente vi squalificherei dalla VDD ma vedete voi.

Arrivati a Monzuno per tornare a casa c’è da prendere una prima corriera che ci porta al fondovalle, poi si cambia nella maggior parte dei casi con una seconda corriera che ci porta alla stazione dei pullman di Sasso. Da qui occorre andare a piedi (circa 1 km) alla stazione dei treni. E così, dopo la Romea Nonantolana, il sentiero Spallanzani, la piccola Cassia e altri grandi percorsi a tappe, abbiamo anche fatto un tratto della VDD. Quando avremo tempo (?!?) le faremo tutte e ricorderemo con simpatia le “toccate e fuga” dei Sentieri Minimi.

INFORMAZIONI

Località: Comune di Bologna / Comune di Monzuno (BO)

Partenza da: Stazione FS Bologna

Percorso: da Bologna a San Luca, Casalecchio di Reno, Vizzano, Monte Adone, Brento, Monzuno

Possibili percorsi brevi con arresto a Sasso Marconi (km 18 circa) oppure a Brento (km 22 circa)

o termine a Monzuno (circa 30 km)

Rientro da Monzuno con bus a Sasso Marconi poi treno sino a Bologna

Durata: circa 7 / 8 ore per il percorso completo, oltre le eventuali pause