Ozono, siccità e cambiamenti climatici

“Quest’anno, dalla primavera sino a settembre, in Emilia-Romagna è caduta circa la metà della normale quantità di pioggia: in alcune aree regionali siamo al 60% di deficit idrico. Anche il carpigiano sta facendo i conti con una gravissima siccità, tra le peggiori degli ultimi 60 anni. Siamo di fronte a un episodio eccezionale, che dovrebbe spingere i cittadini e soprattutto i politici ad accelerare tutte le azioni volte a favorire la transizione ecologica”. Dalla rubrica di Aldo Meschiari.

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Il grande anticiclone africano tende negli ultimi anni a diventare più aggressivo. I cambiamenti climatici sono la causa di questa tendenza dell’anticiclone continentale di avanzare con grande facilità verso Nord, in direzione dell’Europa e quindi anche dell’Italia. L’immissione di grandi quantità di gas serra, primo fra tutti l’anidride carbonica, aumenta la capacità della troposfera di impedire la fuoriuscita del calore emesso dalla superficie terrestre sottoforma di onde infrarosse. Ciò genera prima di tutto un aumento termico globale, ma purtroppo anche cambiamenti a livello del clima. Infatti l’energia in gioco, il calore, aumenta in modo esponenziale modificando le classiche configurazioni climatiche. Se un tempo a dominare le nostre estati era l’anticiclone delle Azzorre, di origine atlantica e quindi meno caldo, ora invece è l’anticiclone africano, di origine continentale e quindi molto più caldo. Maggiore calore significa anche più probabilità di avere sforamenti dell’ozono a livello del suolo. Questo gas si forma grazie a reazioni fotochimiche durante i mesi caldi partendo da altri inquinanti primari: più alte sono le temperature e maggiore è la probabilità che la quantità di ozono superi i valori limite stabiliti dall’Unione europea. Sinora, durante questa stagione estiva, siamo già a 34 sforamenti misurati a Carpi. Le conseguenze sulla salute riguardano soprattutto le vie respiratorie e quindi colpiscono in maggior modo i soggetti più sensibili con patologie pregresse. Ma valori elevati di ozono sono un problema per tutti, perché portano ad aumentare le probabilità di infiammazioni. Infine la maggiore invadenza dell’anticiclone africano aumenta il rischio siccità. Quest’anno, dalla primavera sino a settembre, in Emilia-Romagna è caduta circa la metà della normale quantità di pioggia: in alcune aree regionali siamo al 60% di deficit idrico. Anche il carpigiano sta facendo i conti con una gravissima siccità, tra le peggiori degli ultimi 60 anni. Siamo di fronte a un episodio eccezionale, che dovrebbe spingere i cittadini e soprattutto i politici ad accelerare tutte le azioni volte a favorire la transizione ecologica. 

Aldo Meschiari