Libertà va cercando: l’Inferno dantesco, tra arte e teatro, all’ex Sinagoga

In mostra nell’ex Sinagoga di Carpi un percorso che presenterà i disegni dell’artista dedicati all’Inferno, mentre presso il Campo di Fossoli e il Museo al Deportato due performance teatrali sul Canto di Ulisse, evocato da Primo Levi in Se questo è un uomo in occasione del FestivalFilosofia.

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Il Campo di Fossoli è intimamente legato alla figura di Primo Levi: lo scrittore e chimico torinese ne ha raccontato l’internamento nel primo, terribile capitolo di Se questo è un uomo; nel capolavoro dell’autore emerge anche la Divina Commedia, una delle fonti letterarie che si ritrova nella sua opera più nota, e nelle cui pagine emergono sia i temi che le immagini legate al viaggio dantesco. 

Per questo, proprio all’Inferno sono dedicate le iniziative promosse dalla Fondazione Fossoli nell’ambito dell’edizione del festivalfilosofia, dal 17 al 19 settembre.

Questo percorso nell’inferno di Dante, speculare a quello che ha visto Levi e milioni di altri esseri umani sprofondare nell’abisso del lager, per poi rivederne emergere, liberi, soltanto alcuni, si articolerà in una mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria degli Uffizi di Firenze, e in due performance teatrali.

Libertà va cercando. L’inferno di Federico Zuccari è il titolo della mostra che, da sabato 18 settembre e fino al 10 ottobre, sarà visitabile presso l’ex Sinagoga di Carpi: sabato 18 settembre, alle 19, alla presenza del presidente della Fondazione Fossoli e del direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt è prevista la presentazione del un percorso multimediale dei 28 disegni del pittore vissuto a cavallo tra ‘500 e ‘600, dedicati alla raffigurazione dell’Inferno dantesco, facenti parte della raccolta degli 88 disegni del Dante Historiato,  che il pittore realizzò per illustrare episodi della Divina Commedia.

Il viaggio dantesco, in particolare il canto XXVI dell’Inferno, è il filo che lega le diverse iniziative presentate dalla Fondazione: una ricerca di libertà che oltrepassa i confini del tempo per incontrare le tragedie dell’umanità. 

L’installazione contestualizzerà il percorso artistico di Federico Zuccari all’interno del dialogo che Levi intrattiene con l’opera dantesca nel capitolo Il canto di Ulisse. L’installazione che è accompagnata del commento sonoro della lettura del Canto offrirà l’esplorazione nell’opera di Zuccari e insieme la sua contaminazione con i testi di Dante e di Primo Levi.

Venerdì 17 settembre, alle 18:30, il Campo di Fossoli sarà teatro de Il Canto di Ulisse per Primo Levi, la prima delle due performance teatrali – promosse in collaborazione con la Compagnia Teatro dell’Argine e la Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine – in cui sarà proposta la lettura integrale del capitolo di Se questo è un uomo nel quale è descritto il tentativo di Levi di insegnare al compagno belga Jean il Pikolo la lingua italiana, attraverso la recita a memoria del canto dantesco. Una ricerca della bellezza della lingua che rappresenta l’estremo tentativo di mantenere, nel mondo disumanizzato del lager, uno spazio di immaginazione e libertà. Nel Campo di Fossoli, dove Levi transitò prima della deportazione ad Auschwitz, si terrà dunque la performance , effettuata da un gruppo di giovani lettori: ragazzi italiani e richiedenti asilo immigrati.

La lettura integrale a più voci del celebre canto sarà riproposta, sempre nella giornata di venerdì, alle 21.15, presso il Cortile delle Stele del Museo al Deportato di Carpi.

Non solo: durante le tre giornate del festival, dalle ore 10 alle 19, verrà messa a disposizione una versione rinnovata dell’App Campo Fossoli (realizzata dal Fuse* Factory): completamente originale il binario Tracce, in cui il visitatore che utilizzerà l’applicazione incontrerà non più la voce di chi passò dal Campo nel periodo 1943-44, ma le voci di chi oggi lascia la propria terra, gli affetti, spinto ad affrontare viaggi disperati dalla ricerca di condizioni di vita umane e dignitose, cui sarà affiancato il racconto/testimonianza di quanti nel periodo della guerra, perse la libertà – e spesso la stessa vita – per seguire la propria coscienza. 

Tutti gli appuntamenti sono a prenotazione obbligatoria alla mail info@fondazionefossoli.it o telefonicamente al numero 059.688483.