Che fine ha fatto il progetto del nuovo Gattile?

Quello del nuovo Gattile, spiega Pierangela “Piera” Ferrari di A.P.A.C, “resta il nostro sogno più grande. Il Covid ha rallentato tutto ma è meglio aspettare un po’ di più per avere infine un progetto che rispetti il budget, consono e rispondente alle nostre reali necessità, anziché una struttura poi scarsamente fruibile”. E intanto nella struttura di via Bertuzza aumentano i gatti vecchi e con patologie croniche che nessuno vuole.

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Il Covid ha inferto un colpo durissimo anche ai nostri amici a quattro zampe e, di conseguenza, a coloro che quotidianamente se ne prendono cura con amore e dedizione. Non si contano infatti le rinunce di cani e gatti, animali che vengono portati al Gattile e al Canile poiché “gli anziani proprietari sono deceduti e i loro famigliari non possono più farsene carico”, spiega Pierangela “Piera” Ferrari di A.P.A.C, l’associazione che gestisce il Gattile di via Bertuzza. “Mici che, se non riusciamo ad accettare immediatamente per problemi di spazio, vengono poi abbandonati lungo le strade”, precisa.

Ad acuire questo triste fenomeno sono anche i crescenti problemi di carattere economico con cui le famiglie devono fare i conti: “quando il bilancio non quadra e ci sono degli animali in casa – prosegue Piera – le persone vengono qui a chiederci aiuto per sostenere le spese del veterinario e del cibo. Noi facciamo il possibile ma abbiamo già un onere di lavoro pesante. In Gattile ci sono tanti gatti vecchi e con patologie croniche che nessuno vuole. La nostra struttura ormai è una sorta di geriatria. Inoltre da sempre, a differenza di altre associazioni animaliste, sfamiamo le colonie feline… e così i nostri debiti aumentano”. 

Al momento al Gattile sono presenti 450 ospiti: “l’anno scorso ne sono entrati 500, li abbiamo piazzati quasi tutti ma da gennaio a questa parte ne sono arrivati una valanga. Gatti di 7, 8 mesi, tanti selvatici, impauriti, spesso incidentati e bisognosi di cure mediche. Mici difficili da far adottare anche perchè, precisa Piera, “i più gettonati restano i cuccioli e, qualora non ve ne siano, le persone preferiscono cedere agli annunci strappalacrime che leggono sui social, portandosi poi a casa gatti provenienti dal Sud Italia o da chissà dove”.

L’appello di Piera è chiaro: “anziché salvare animali lontani e mai visti, perchè non venite a vedere i nostri? Il Gattile ne è pieno. Tutti i sabati pomeriggi di settembre la struttura è aperta e chi vuole può venire qui a conoscere i nostri ospiti, a familiarizzare con loro, per poter poi fare, se lo vorrà, un’adozione consapevole”. 

La struttura di via Bertuzza, inadeguata e fatiscente, rende la vita difficile ai pelosi, così come alla quindicina di volontari attivi che vi operano instancabilmente. Ma che fine ha fatto il progetto del nuovo Gattile che doveva essere realizzato grazie al lascito testamentario di 360mila euro della signora Virginia Lorenzini, scomparsa nel 2014 e che la Fondazione Virginia Lorenzini ha donato all’Unione delle terre d’Argine? Della struttura – che sarà intitolata alla benefattrice solierese e che sorgerà in un’area di proprietà del Comune di Carpi di circa 3.500 mq in via Martinelli, all’altezza di Stradello Fassi, a Fossoli – si è iniziato a parlare alla fine del 2018. Poi più nulla. “Il nuovo Gattile – commenta il sindaco di Soliera, Roberto Solomita rappresenta una necessità per animali e volontari, auspichiamo dunque una celere conclusione dell’iter di progettazione esecutiva (ndr – in mano a tecnici privati) per poter poi avviare la fase realizzativa”. Quello del nuovo Gattile, conclude Piera, “resta il nostro sogno più grande. Il Covid ha rallentato tutto ma è meglio aspettare un po’ di più per avere infine un progetto che rispetti il budget, consono e rispondente alle nostre reali necessità, anziché una struttura poi scarsamente fruibile. Speravamo che nel 2021 potessero iniziare i lavori, staremo a vedere. Abbiamo aspettato a lungo e non sarà qualche mese in più a fare la differenza, ciò che conta è riuscire ad avere una struttura a misura di gatto, affinché i volontari possano lavorare al meglio per il bene dei nostri amici animali”.

Jessica Bianchi