“Gli anticorpi monoclonali aiutano, ma non risolvono il problema sociale”

“E’ vero che i malati cronici stanno riducendo i controlli - commenta il direttore generale dell’Ausl di Modena, Antonio Brambilla - è un problema reale e nei prossimi mesi ci aspettiamo un peggioramento dal punto di vista della salute pubblica. Non possiamo permettercelo. La società ha bisogno di vaccinarsi affinchè possano riprendere tutte le attività”. Comprese quelle legate all’assistenza ordinaria e alla cura.

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Sulle minacce e gli insulti che i No Vax hanno rivolto agli operatori del Policlinico di Modena la scorsa settimana rendendo necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine, il direttore generale dell’Ausl di Modena, Antonio Brambilla è laconico: “nella nostra rete ospedaliera, al momento, non si sono verificati episodi simili ma, qualora accedesse, procederemo per vie legali. Non abbiamo alcun problema a farlo. Queste manifestazioni sono cose che non vorremmo vedere, poiché il nostro intento è quello tutelare la comunità non certo di favorire Big Pharma”. Non è “la libertà di manifestare il proprio dissenso il problema – ha sottolineato il direttore – bensì la violenza… io credo che questa frangia di facinorosi siano una minoranza. D’altronde persone che nutrono dubbi, e che solo dopo una lunga riflessione hanno deciso di vaccinarsi, ne conosciamo tutti. Ormai il vaccino è stato somministrato a miliardi di persone, che sia sicuro è una garanzia: la paura è infondata, gli studi hanno ampiamente dimostrato come sia potenzialmente più pericoloso infettarsi che vaccinarsi. Tutte queste manifestazioni sono per me incomprensibili”. 

Per Antonio Brambilla, l’unico strumento per ripartire davvero è il vaccino: “viviamo una situazione di sostanziale stabilità dal punto di vista dell’andamento epidemiologico nonostante le persone circolino e siano tornate a una vita quasi normale. Malgrado non ci sia più la prudenza che registravamo all’inizio. Gli anticorpi monoclonali, in fase iniziale di malattia, aiutano certo, ma non risolvono il problema sociale. Il vaccino in tal senso è indispensabile”.

Per il direttore, “è impensabile tornare indietro” anche per il bene della salute pubblica. 

“E’ vero che i malati cronici stanno riducendo i controlli, è un problema reale e nei prossimi mesi ci aspettiamo un peggioramento dal punto di vista della salute pubblica. Non possiamo permettercelo. La società ha bisogno di vaccinarsi affinché possano riprendere tutte le attività”. Comprese quelle legate all’assistenza ordinaria e alla cura.

Jessica Bianchi