Oltreferrovia e il parco che verrà: la solita minestra?

In un momento di pandemia come quello stiamo vivendo i parchi sono diventati i luoghi della socialità per antonomasia: coppie e famiglie fanno picnic sull’erba e seduti sulle panchine delle aree verdi. Giovani e meno giovani si cimentano col Calisthenic allenandosi all’aria aperta, i piccoli giocano sulle giostrine, qualcuno legge il giornale o semplicemente si gode l’ombra degli alberi… Il parco dell’Oltreferrovia si muoverà sostanzialmente sugli stessi binari.

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Sono stati 800 – pochini – i carpigiani che hanno risposto al sondaggio lanciato dal Comune di Carpi relativo al parco che sorgerà tra la ferrovia, via Tre Ponti e via Corbolani. A esprimere la propria opinione sono state soprattutto persone dai 21 ai 40 anni, le quali hanno ammesso di frequentare i parchi pubblici per “stare in mezzo al verde”, per “praticare attività sportiva” e per “rilassarsi”. 

“Fruibilità”, “contrasto ai cambiamenti climatici” e “parco verde con fauna e flora” sono state le categorie maggiormente cliccate nell’indicare le funzioni e le caratteristiche principali che dovrà avere il nuovo parco dell’Oltreferrovia. 

Sui contenuti che dovranno caratterizzare l’area le risposte appaiano meno polarizzate: al primo posto la risorsa acqua, con una fortissima richiesta di fontanelle (53%) che insieme alle casette dell’acqua arriva al 64% delle scelte. A seguire grande importanza è stata data a spazi per la socialità (50,2%), che considerata insieme ad altre funzioni come aree picnic (30,2%), barbecue (13,1%) o aree gioco inclusive (34,4%) potrebbe essere considerata come caratteristica fondamentale del Parco. Notevole rilevanza va poi a spazi per l’attività sportiva (55,80%) e a contenuti artistico-culturali attraverso la creazione di aree per la lettura e per esposizioni artistiche itineranti e permanenti. A seguire viene dato molto peso alle infrastrutture di collegamento ciclabili (41,9%) immaginando collegamenti passanti e perimetrali al Parco supportati da punti di stoccaggio (25,1%) o noleggio bici (6,3%).  La maggior parte dei partecipanti al sondaggio (65%) chiede poi un’area fortemente boscosa. L’ultima parte del questionario lasciava poi spazio agli intervistati di dare un proprio suggerimento nel definire gli indirizzi da tenere. Sono 386 quelli arrivati e le richieste ricorrenti fanno rima con la necessità di garantire piena sicurezza e di prevedere l’introduzione in pianta stabile di servizi igienici. Una persona su dieci ha invece utilizzato tale spazio per chiedere a gran voce una minor urbanizzazione dell’area complessiva: come dar loro torto… Insomma il parco che verrà – che stando al sondaggio diverrà perlopiù la consueta area verde di vicinato, ovvero frequentata da cittadini che “risiedono in un raggio non superiore ai 15 minuti di distanza” – non presenterà nessuna particolare novità di spicco. In un momento di pandemia come quello stiamo vivendo i parchi sono diventati i luoghi della socialità per antonomasia: coppie e famiglie fanno picnic sull’erba e seduti sulle panchine delle aree verdi. Giovani e meno giovani si cimentano col Calisthenic allenandosi all’aria aperta, i piccoli giocano sulle giostrine, qualcuno legge il giornale o semplicemente si gode l’ombra degli alberi… Il parco dell’Oltreferrovia si muoverà sugli stessi binari. Solite richieste, medesimo modello. C’era davvero bisogno di un sondaggio? Il grande parco urbano di Correggio resta un miraggio ma il giardino sotto casa di chi comprerà i nuovi appartamenti che sorgeranno aldilà della ferrovia sarà comunque di tutto rispetto.

Jessica Bianchi