Afghanistan: i Sindaci modenesi pronti a dare accoglienza

Priorità a collaboratori dell’Occidente e donne

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La presa di posizione dei Sindaci ha una valenza simbolica per Roberto Solomita, delegato modenese dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, nonché sindaco di Soliera. “Nel momento in cui c’è il naufragio dell’operazione che l’Occidente aveva immaginato per liberare il Paese ci sembrava giusto come sindaci sottolineare che c’è ancora un elemento di civiltà che tende la mano a chi aveva operato per cercare di portare la democrazia in Afghanistan”.

I sindaci modenesi sono pronti a dare accoglienza ai cittadini afghani che cercano rifugio e protezione dalla violenza, nell’ambito delle iniziative che assumerà il Governo faranno la loro parte per sostenere i rifugiati, soprattutto i cittadini e funzionari che hanno lavorato con le delegazioni italiane e che ora temono ritorsioni, poi le donne afghane, le attiviste e le funzionarie che hanno collaborato con i paesi occidentali per dare un futuro al proprio paese e che ora si sentono abbandonate.

“Si tratta di piccoli numeri: funzionari, persone a rischio, chi ha collaborato con il governo, non un esodo di massa. Sicuramente non tocca ai sindaci creare le condizioni per realizzare corridoi umanitari, ci vorrà l’Europa intera per definire gli accordi in base ai quali le persone possano raggiungere il nostro territorio”.

Per Solomita “dopo l’uscita dei contingenti occidentali dal paese, non possiamo lasciare soli proprio quei cittadini e cittadine che confidavano in una prospettiva diversa per l’Afghanistan che ora sembra così lontana. E’ dovere della comunità internazionale non voltare loro le spalle e l’Italia saprà dimostrare ancora una volta che la solidarietà e il senso di umanità appartengono al sentire comune dei cittadini, un sentimento che i sindaci vogliono interpretare”.