Da Carpi parte l’appello per la beatificazione di don Venturelli

L’Istanza, sostenuta da oltre 700 firme, è stata promossa dal Gruppo di riflessione Scintilla. Il parroco di Fossoli ha offerto la propria vita pur di non mancare al suo dovere di ministro dei sacramenti: è auspicabile quindi che il suo martirio venga riconosciuto formalmente con l’avvio del processo di beatificazione, così come già avvenuto per altri preti.

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Domenica 15 agosto 2021 in occasione della solenne concelebrazione eucaristica dell’Assunta, patrona di Carpi, è stata presentata al Vescovo Erio l’Istanza di avvio del procedimento di beatificazione di don Francesco Venturelli, il parroco di Fossoli ucciso nel vile agguato del 15 gennaio 1946.

L’Istanza, sostenuta da oltre 700 firme, è stata promossa dal Gruppo di riflessione SCINTILLA, a coronamento della serie di iniziative e sollecitazioni intese a valorizzare adeguatamente la figura e l’opera di questo presbitero diocesano presso la nostra comunità ecclesiale, in più occasioni riprese sul Blog del Gruppo (www.scintillacarpi.it) e raccolte dalla Diocesi attraverso l’illustrazione della vicenda sulle pagine del settimanale diocesano e culminate con la celebrazione del 17 gennaio 2021 in Cattedrale.

Don Francesco Venturelli ha offerto la propria vita pur di non mancare al suo dovere di ministro dei sacramenti: è auspicabile quindi che il suo martirio venga riconosciuto formalmente con l’avvio del processo di beatificazione, così come già avvenuto per altri preti.

Istanza per l’avvio del procedimento di beatificazione di don Venturelli:

Mons. Vescovo
le iniziative assunte dalla diocesi, per ricordare il 75° anniversario dell’uccisione del parroco di Fossoli nel 1946, hanno consentito di riportare all’attenzione di tutti, compresi i più giovani, l’eccezionale figura di questo nostro presbitero.
Il suo servizio pastorale a Mirandola, con la promozione del primo gruppo scout in diocesi,

l’impegno generoso in parrocchia, l’assistenza spirituale e materiale ai detenuti nel Campo di Con- centramento di Fossoli di Carpi (MO), prima e dopo il 25 aprile ’45, hanno costituito la premessa dell’atto supremo: il sacrificio della vita stessa per restare fedele al suo ministero sacerdotale. Quando venne chiamato di notte per assistere religiosamente un ferito, andò prontamente, benché conscio del pericolo. Così venne assassinato in quello che poi si rivelò un vile agguato.

Il logo utilizzato per annunciare ed accompagnare le diverse iniziative diocesane contiene esplicitamente il termine martirio; negli interventi pubblici del Vescovo e del Vicario Generale abbiamo letto o ascoltato espressioni impegnative ed eloquenti su don Francesco: santità sacerdotale, appartiene al martirologio dei preti morti per non mancare al proprio dovere di ministri dei sacramenti, tasso di eroicità che onora tutto il clero carpigiano, martire del ministero pastorale. Si è citata l’affermazione di Tertulliano: “Il sangue dei martiri è semente di nuovi cristiani”.

Se queste parole sono “pietre”, se esprimono chiaramente un giudizio di valore, non possono resta- re senza conseguenze pratiche. Lei Vescovo Erio, intervistato da un quotidiano, ha detto testualmente: “Sulla possibile beatificazione non posso promettere nulla, ma credo che, se c’è la condizione per poter chiedere di avviare un’indagine secondo un procedimento stabilito dalla Chiesa fin nei minimi particolari, si possa procedere.”

Ora a noi sembra che, una volta definita martirio la morte di questo buon samaritano nella sequela di Cristo, la “condizione” richiesta ci sia. Lo si è formalmente riconosciuto per don Lenzini, il parroco di Crocette di Pavullo ucciso in modo analogo a don Venturelli, per il quale il Papa ha recentemente approvato la proposta di beatificazione. Quest’ultimo sarà un evento di grande importanza per la diocesi di Modena, che vedrà impegnato in prima persona il proprio Arcivescovo, che unisce nella sua persona le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi.

Riteniamo perciò auspicabile che, sulla base delle norme canoniche, il nostro comune Vescovo , coerentemente con le iniziative fin qui attuate per onorare il martire don Francesco, dia formalmente avvio al procedimento, come a lui solo compete. Sarebbe l’atto più opportuno in questo 75° anniversario, tanto più in un tempo in cui si riconosce alla testimonianza un ruolo essenziale per l’evangelizzazione.

Il Gruppo Scintilla di Carpi