Alla scoperta, a piedi, dei due castelli di Matilde

Una parte del Sentiero minimo è coincidente con un tratto della Via Matildica formato da tre tragitti che vanno da Mantova a Lucca. Al solito noi “sentieristi minimi” della domenica ne faremo un pezzettino come assaggio, in attesa dell’età pensionistica.

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Matilde di Canossa, leggendaria Grancontessa, ai suoi tempi molto potente e influente, famosa tra gli altri motivi per l’umiliazione subita proprio a Canossa dall’imperatore Enrico IV e per essere una delle due sole donne sepolte nella Basilica di San Pietro, aveva castelli e territori che andavano dal Garda alla Toscana. Noi con questo itinerario ne andremo a vedere due.

Una parte del Sentiero minimo è coincidente con un tratto della Via Matildica formato da tre tragitti che vanno da Mantova a Lucca. Al solito noi “sentieristi minimi” della domenica ne faremo un pezzettino come assaggio, in attesa dell’età pensionistica. Il tratto da Ciano a Rossena e poi Cerredolo è una “bretella di collegamento” del sentiero principale della Via Matildica che sale lungo il Crostolo verso Canossa.

Partiamo da Ciano d’Enza dove lasceremo l’auto nella zona del Centro Sportivo Cavandoli (via Caduti in Russia, ad esempio, va benissimo). Passiamo di fianco al suddetto campo sportivo e vediamo le indicazioni del Sentiero Matildico che, come detto, in realtà è un collegamento da Ciano alla “vera” Via Matildica.

Imboccata la carrareccia la seguiamo per poco meno di un chilometro sino a vedere sulla destra le indicazioni per Rossena. Fin qui il nostro percorso è stato piano, con qualche simpatico guado che non crea problemi nella stagione estiva, mentre ora inizia a salire sul crinale con una pendenza costante ma non modesta. Quaranta minuti di bella salita da fare presto al mattino per non soffrire troppo il caldo. Tenetene conto anche se pensate di fare questo giro in MTB.

Si arriva a Rossena che rispetto al più noto Castello di Canossa è tuttavia molto meglio conservato. Informatevi per poter accedere alle sale del castello: merita davvero una visita e una buona guida tra quelle della eccellente associazione di volontari vi saprà far rivivere l’atmosfera del tempo. La paglia sui pavimenti e i vetri costituiti da assi per ripararsi dal freddo in inverno, le cucine dove si arrostivano interi capi, le maioliche di Delft volute da una malinconica contessina di origine olandese che sognava la sua terra dalla finestra, le carceri e le sale di rappresentanza. E’ interessante anche effettuare una piccola deviazione alla torre di Rossanella posta nei pressi.

Esaurita la visita al Castello scendiamo verso la Provinciale. Lo scalo caffè è possibile alla Trattoria del Cavaliere Nero, dove un giovane oste al bancone è assai entrato nella parte, per modi e costumi. Poi fino a un ristorante di Cerredolo de’ Coppi la voglia di caffè ve la terrete quindi fate i vostri ragionamenti. Sulla provinciale ci stiamo giusto il tempo per provare l’asfalto e scendiamo subito a destra prendendo il sentiero 650, detto la Strada del Casalino. Si passerà dal bel borgo di Braglie con B&B per arrivare, sempre a mezza costa, salvo uno strappettino finale, a Casalino. In questo tratto conviene voltarsi ogni tanto per vedere alle nostre spalle il castello di Rossena e la sua torre vicina. Conviene anche guardare in alto perché ci è sempre capitato di vedere meravigliosi voli di falchi (lo confesso: tutti i rapaci che volteggiano senza battere ali io li chiamo falchi, eccetto quelli piccoli che battezzo gheppi e quelli molto grandi iscritti d’ufficio alle aquile). In ogni caso osservarli è uno spettacolo.

Da Casalino, sempre seguendo il sentiero 650 si va verso Cerredolo de’ Coppi. Un tratto in leggera salita ci fa giungere a un piazzaletto di fianco alla strada e dopo un centinaio di metri il sentiero ci rimanda nel bosco sulla destra. Sbuchiamo dopo una rampa su una strada con di fronte la chiesa di San Pellegrino di Cerredolo. Da qui andiamo lungo la strada asfaltata per alcune centinaia di metri fino all’incrocio con la Provinciale 54. Se non abbiamo preso il caffè, qui c’è un bar ristorante con la seconda chance.

A questo punto prendiamo la Provinciale 54 a sinistra sino a vedere 150 metri dopo staccarsi a destra una sterrata che ci porta a Cavandola, a mezza costa e in poco più un chilometro.

Se vi sentite stanchi nel centro del borgo, sulla sinistra, parte la strada asfaltata che senza dislivelli conduce a Canossa. Se invece seguite il Sentiero Matilde uscirete dal borgo e andrete un po’ in discesa: si prende una carrareccia a sinistra in ulteriore discesa… e sappiamo che in un percorso circolare le discese poi si recuperano. Infatti scesi di 200 metri di quota sino ad una valletta poi si risale altrettanto per tornare alla strada appena prima di Canossa. Secondo me il sentiero merita il piccolo sforzo rispetto alla strada: si arriva da sotto al castello e la vista è ripagante.

A Canossa c’è la terza possibilità per il caffè (di questo posto che è “meno di un ristorante ma più di un bar” dall’atmosfera molto particolare, abbiamo già parlato in un precedente Sentiero minimo, quello che ci ha portati a Canossa da Pecorile) e anche per le note sul castello vi rimandiamo a leggere quanto già scritto allora. Ora però dobbiamo tornare a Ciano e quindi andando sulla strada verso nord, vedremo a sinistra le indicazioni per Riverzana. Ci infiliamo in questa stradina (indicazioni SM / SD) e poi in un sentiero, visto che la stradella appena presa porta al borgo in ristrutturazione con il cancello del cantiere ovviamente chiuso. Il sentiero la fa un po’ larga ma, passati di fianco a un laghetto, continuiamo una lenta discesa tra prati alternati a boschetti sino a un incrocio di sentieri in corrispondenza di una valletta. A questo incrocio proseguiamo diritti sul sentiero 640 (direzione Ciano). Il sentiero sta per lo più a mezza costa con qualche saliscendi necessario per superare dei compluvi che scendono dai calanchi sulla destra. Giunti al fondovalle ci troviamo a passare il ruscello vicino al punto dove all’andata era iniziata la salita. A questo punto andiamo diritti e in meno di un chilometro saremo al punto di partenza.

I punti sosta non mancano pur di trovarli aperti (turni e orari da verificare in particolare se volete fermarvi a mangiare qualcosa a Rossena, Cerredolo o Canossa). L’acqua si trova sia a Rossena che a Canossa ma se fate questo percorso in estate partite con una buona scorta. Raccomanderei i pantaloni lunghi per evitare fastidi con l’erba alta non sfalciata in questo periodo. A me i semi delle piante con “effetto velcro” hanno sempre dato noia. Il giro è molto bello e può essere fatto in giornata senza problemi, anche in MTB. Una variante da prendere in considerazione è di spezzare il giro in due giorni, fermandosi a dormire nella foresteria del castello. Non è garantito il fantasma ma… non si sa mai.

Bruno Pullin

INFORMAZIONI

Località: Comune di Ciano d’Enza (RE)

Partenza da: Centro sportivo Cavandoli di Ciano

Percorso: da Ciano al castello di Rossena, quindi a Braglie, Casalino, Cerredolo de’ Coppi, castello di Canossa, Riverzana e ritorno al parcheggio di Ciano.

Lunghezza: 19 km con dislivello +730 m / – 730; 90% su sterrato e 10% su strada asfaltata.

Durata: circa 5,5 ore, oltre le eventuali pause