Testamento olografo: di cosa si tratta e quali sono le caratteristiche principali

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Non sempre è semplice parlare di testamento. Eppure, prima della morte, sarebbe auspicabile prevedere la distribuzione dei propri beni così da non mettere in difficoltà gli eredi.

Ritrovarsi nella situazione di dover gestire il patrimonio del de cuius può essere complesso e possono anche sorgere diversi problemi legati all’eredità.

Proprio per far fronte a queste difficoltà si ha la possibilità di ricorrere al testamento olografo.

Di cosa si tratta? Nel Codice Civile e, in particolare, nell’art. 602, troviamo la definizione corretta di questo atto che rientra tra le scritture private.

Come segnalato anche nella guida sul testamento olografo di Affari Miei, tra le più complete e chiare sull’argomento, ci sono dei requisiti da rispettare pena l’annullamento dell’atto.

Per essere considerato valido, il testamento olografo deve essere scritto interamente di pugno dal testatore e ne deve riportare la firma originale in calce. Non solo. Questo tipo di testamento per essere valido deve avere la data di redazione del documento.

Senza queste caratteristiche il testamento può essere impugnato e ritenuto nullo, così come previsto dall’art. 606 del Codice Civile. Qui viene stabilita l’annullabilità per difetto di forma. Questo significa che, entro 5 anni dall’esecuzione delle disposizioni testamentarie, chi ha interesse può presentare un’istanza per richiederne l’annullamento.

Il testamento olografo è, ad oggi, la forma più utilizzata di testamento. Questo perché non ha costi di redazione e, soprattutto, può essere scritto quando si preferisce seppur nel rispetto delle caratteristiche già citate.

A questo punto ci si può domandare come si conserva un testamento olografo. Ci sono diverse possibilità da prendere in considerazione.

Dopo aver redatto l’atto questo viene consegnato ai diretti interessati. Attenzione, però, al principio dell’autografia. Il documento deve essere riscritto per ogni erede.

Si può pensare di custodire il testamento in casa, ma questo è un rischio. A tal proposito si consiglia o una cassetta di sicurezza o il deposito presso uno studio notarile. Quest’ultima soluzione, seppur a pagamento, è la migliore per passare alla fase successiva.

In fase di apertura di successione il testamento deve essere reso pubblico, alla presenza di almeno due testimoni. Deve essere redatto un verbale e devono essere lette le volontà testamentarie contenute nel documento lasciato dal de cuius.

Qualsiasi sia la soluzione prescelta, il consiglio è quello di pensare alla redazione di un testamento olografo prima della propria morte. In questo modo si potranno esprimere le proprie volontà sulla distribuzione del proprio patrimonio, facilitando il compito agli eredi ed evitando screzi familiari e possibili situazioni di difficoltà.

Articolo pubbliredazionale