Cavicchioli (Lapam Carpi): “Crisi del tessile, positive le parole dei sindacati”

Riccardo Cavicchioli, presidente Lapam Carpi, commenta con queste parole l’intervento di Femca Cisl e Filctem Cgil sulla preoccupazione per la situazione delle piccole imprese artigiane del comparto.

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“Nel nostro Paese a fare rumore sono solo le grandi imprese, quando fioccano centinaia di licenziamenti per volta. Ma troppo spesso sono le piccole imprese ad essere penalizzate e quando dovessero essere costrette a licenziare, o a chiudere, si consumerebbero veri e propri drammi. La presa di posizione dei sindacati dei lavoratori che hanno rimarcato la crisi delle piccole imprese nel tessile abbigliamento del nostro distretto carpigiano come il vero problema a cui fare fronte, ci fa piacere: da anni, da prima del Covid, lo diciamo con forza avere questa sponda potrà aiutare a raggiungere risultati concreti”. Riccardo Cavicchioli, presidente Lapam Carpi, commenta con queste parole l’intervento di Femca Cisl e Filctem Cgil sulla preoccupazione per la situazione delle piccole imprese artigiane del comparto.

Cavicchioli prosegue: “I problemi non vengono da ieri: le regole con cui si sta sul mercato sono troppo ‘diverse’ tra le pmi e le grandi imprese e vanno cambiate, poi di certo le problematiche sono state inevitabilmente acuite dalla pandemia. Ma se le piccole imprese artigiane vanno in sofferenza è inevitabile che anche i grandi gruppi finiranno con pagare dazio, perché saranno sempre più portati ad andare all’estero e a subire le complicazioni di mercati instabili, a maggior ragione ora a causa del Covid. Ma c’è di più: il saper fare della nostra piccola impresa diffusa rappresenta un patrimonio inestimabile che il territorio deve preservare e per farlo deve farsi sentire, come sistema, ai livelli più alti”. Il presidente Lapam Carpi conclude il ragionamento: “Voglio dire che il tema della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali per le piccole imprese artigiane, avanzato dai sindacati, è sul tavolo, così come quello dei pagamenti dalle grandi imprese nei confronti delle piccole che non possono ‘fare da banca’. Un sentire comune, tra associazioni d’impresa, sindacati e istituzioni pubbliche, può risultare determinante: questi segnali sono importanti e dobbiamo lavorare insieme nell’interesse del nostro territorio”.