Pallamano, Carpi risponde a Rubiera con Erlic E Marsan

Per mister Serafini due colpi da 90 a irrobustire attacco e difesa nel pacchetto esterni: si tratta dello specialista difensivo croato classe '95 Jospip Marsan (ex RK Zadar ed Umago) e del “titano” serbo classe '96 (ex Metalac, Bačka Palanka, Proletariato Zrenjanin, Mokra Gora, Stella Rossa di Belgrado) Miljan Erlic.

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Jospip Marsan

Un’estate rovente di mercato nella pallamano italiana. La crisi e la grande incertezza legata al contraccolpo economico post pandemico, non ha impedito alle compagini di Serie A1 e Serie A2 di lavorare a colpi intriganti andando a rafforzare i rispettivi organici in vista di una stagione che si prospetta aperta e ricca di colpi di scena. 

L’Emilia Romagna è una cenerentola dal ripristino della Serie A1 a girone unico ma non ha la minima intenzione di recitare un ruolo da vittima sacrificale. Carpi e Rubiera hanno prima di tutto consolidato i roster che hanno vinto i play off di Serie A2, dopodichè hanno piazzato due autentici colpacci a testa. Per i reggiani regalo a cinque stelle della proprietà per il confermato coach Luca Galluccio con gli arrivi del portiere ex Fondi Maksym Voliucach e dell’esperto e quotato terzino lettone Maris Versakovs. Pronta risposta carpigiana: dopo i “rumors” di un ritorno di fiamma per il centrale croato Tomislav Bosnjak, per mister Serafini due colpi da 90 a irrobustire attacco e difesa nel pacchetto esterni: si tratta dello specialista difensivo croato classe ’95 Jospip Marsan (ex RK Zadar ed Umago) e del “titano” serbo classe ’96 (ex Metalac, Bačka Palanka, Proletariato Zrenjanin, Mokra Gora, Stella Rossa di Belgrado) Miljan Erlic. Due autentici top player che, affiancati agli esperti e collaudati Jan Jurina, Marco Beltrami, Francesco Malagola, Luigi Pieracci e i mancini Francesco Ceccarini e Andrea D’Angelo,  lasciano solamente una casella da riempire: quella dell’ala sinistra. Un tassello da cercare con serenità per un roster che ora, dopo gli ultimi due innesti, fa sognare qualcosa in più della semplice salvezza. 

Enrico Bonzanini