Quando a Cibeno scorreva il canale

Questa zona di campagna è sparita con l’avanzare progressivo dell’urbanizzazione a partire dal dopoguerra ma Cibeno è sopravvissuto nei ricordi di chi ha vissuto la giovinezza in quella ‘frazione alle porte di Carpi’ frequentando, in particolare, la parrocchia. A fissarli è il volume Alle porte della città, dedicato a Cibeno e scritto da Dante Colli, Corrado Corradi e Alfonso Garuti in ricordo di Enzo Corradi.

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La parrocchiale di Cibeno nel 1952

Quanto rimane del mulino di Cibeno o della Pila è l’ultimo ricordo del Gabelo di cui via Roosevelt segue il tracciato: una serie di ponti superavano il canale che azionava i mulini, consentendo il collegamento della frazione quando ancora non esisteva il sottopasso. Questa zona di campagna è sparita con l’avanzare progressivo dell’urbanizzazione a partire dal dopoguerra ma Cibeno è sopravvissuto nei ricordi di chi ha vissuto la giovinezza in quella ‘frazione alle porte di Carpi’ frequentando, in particolare, la parrocchia. A fissarli è il volume Alle porte della città, dedicato a Cibeno e scritto da Dante Colli, Corrado Corradi e Alfonso Garuti in ricordo di Enzo Corradi, appassionato di storia locale e custode di una eccezionale raccolta di documenti che si sono rivelati un prezioso archivio per le ricerche relative alla Chiesa di Carpi.

Per la zona “compare presto – scrive Garuti nella sua preziosa relazione storica del territorio frazionale e parrocchiale – dal XIII secolo, la dizione generica di Zibeno, Acibeni, Ciben, Cibeno”.

Quelli raccontati nel libro sono gli anni in cui a Cibeno, sulla sinistra di via Roosevelt, i Fiocchi avevano il loro deposito di materiale cementizio per l’edilizia, ferveva l’attività nello stabilimento di lavorazione delle carni suine della Giberti-Borelli, c’erano ancora la Cantina Voltolini, il grande vivaio di Remondi e la fornace di laterizi Messori, poi livellata e sostituita da quartieri di capannoni industriali.

È dall’identità precisa di Cibeno che parte il racconto di chi, come Dante Colli, ci è nato negli anni Trenta e in quel piccolo universo ha trascorso la propria giovinezza insieme a Enzo Corradi.

E’ il periodo in cui don Vincenzo Benatti rilancia l’Azione Cattolica nella quale si forma, nel dopoguerra, una generazione di giovani protagonisti della vita cittadina in diversi ambiti: sono quelli che hanno assistito al crollo del soffitto della chiesa di Cibeno il 23 agosto 1951, che sono tornati a piedi da Concordia pur di stare un minuto di più con Carlo Carretto, che hanno vissuto gli anni della contrapposizione ai comunisti a fianco del nuovo parroco don Apelle Grassi accolto a Cibeno nel 1952. È questo il contesto che fa da sfondo alla robusta amicizia fra Dante Colli e Enzo Corradi: lo testimoniano le foto di famiglia, dello staff di lavoro in farmacia, della parrocchia, e raccontano della reciproca stima profonda che li legava.

“Era giustamente considerato – scrive Colli – la memoria storica di Cibeno, e della parrocchia in particolare. Dietro l’autentica passione per la conservazione e l’archiviazione di documenti riguardanti la città di Carpi, e ancor più della frazione di Cibeno e della sua parrocchia, v’era tutto l’amore per questo territorio e per la chiesa locale, nonché per le persone che l’hanno abitata e amata, cogliendone con attenzione e arguzia, ma anche grande rispetto, gli umori, le traversie, le vicende belle e quelle dolorose, i pregi e i difetti, non per soddisfare curiosità morbose ma per tramandarne il ricordo oppure, il più delle volte, per strappare un sorriso al lettore e per sdrammatizzare le situazioni e le avverse traversie”.

Il volume, che ricostruendo la storia la nutre di affetti e sentimenti, si conclude con alcuni testi di Enzo Corradi sul passato di Cibeno, le sue poesie e un vasto apparato iconografico che racconta mezzo secolo in parrocchia fino all’inaugurazione della nuova chiesa.