I negozi sono morti? Sì, anzi no, ma dipende

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Con la rivoluzione digitale degli ultimi anni molti si chiedono quale sarà il futuro dei negozi, soprattutto chi si trova ogni giorno ad alzare la serranda, fa investimenti e poi vede poco traffico nel proprio punto vendita.

Dare la colpa ad Amazon può avere anche un senso, ma non risolve il problema. Cercare di capire perché le persone comprano su Amazon invece che in negozio è già un approfondimento interessante da fare. Ancora meglio chiedersi come differenziarsi rispetto ad Amazon (e ad altri portali). Se ti metti a giocare sullo stesso piano con loro non c’è partita, questo va chiarito subito.

Che le persone desiderino acquistare online è un dato di fatto, dipende ovviamente dal prodotto. Un prodotto indifferenziato, non personalizzato, che non devo neanche provare è chiaramente il candidato numero uno a passare dall’e-commerce, pensiamo ad esempio alle pile.

Questo non significa che le pile si venderanno solo online sia ben chiaro. Il vantaggio dell’offline in questo caso è semplice da dimostrare: le pile mi servono subito e non domani o fra 2 giorni, non posso aspettare. Se ad esempio hai un negozio di scarpe devi incentivare le persone a tenersele addosso dopo che le hanno provate in modo che escano dal negozio col modello appena acquistato, un’emozione che online non sarà mai replicabile.

Cosa ci riserva il futuro? Google diventerà un alleato importante dei negozi.

Quando cercherai un prodotto su Google ti verranno mostrati i risultati di e-commerce dove acquistare ma anche il negozio più vicino dove andarlo a comprare!

Una rivoluzione che riguarda tutto il mondo del commercio al dettaglio. Il cliente vuole comprare nei dintorni, i negozi dovranno mostrare i prodotti disponibili e per fare questo dovranno digitalizzarsi e avere uno stock merce visualizzabile online dai clienti.

In attesa di questa grande innovazione, è importante ricordare che quello che funzionava anni fa non è detto che per forza funzioni adesso o funzionerà in futuro. L’esempio di Blockbuster, catena mondiale di videonoleggio che oggi non esiste più. E l’esempio virtuoso invece di Netflix, nata come società di noleggio dvd a distanza e poi rimasta sul mercato grazie alla tv via cavo.


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Alessandro Zocca
Specialista Web Marketing