Città sostenibili? Basta parole, occorre agire!

Gli studenti del Politecnico di Milano - Polo territoriale di Mantova e del Liceo Fanti hanno provato a rileggere e a ripensare l’urbanistica carpigiana. “Il nostro auspicio - ha commentato il professor Carlo Peraboni del Politecnico - è che le suggestioni emerse possano contribuire a invertire lo sguardo relativo alla trasformazione della città. Non c’è nulla di più frustrante di un amministratore il cui lei motiv è Qui abbiamo sempre fatto così. Oggi dobbiamo rispondere a problemi e sfide totalmente diversi rispetto al passato”.

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I giovani di terza e quarta del Liceo Fanti che hanno partecipato al progetto del Politecnico di Milano - Polo territoriale di Mantova insieme alla dirigente del Fanti, Alda Barbi

ReActive Strategies – Costruire città sostenibili, è ora di agire. E’ stato questo il tema del workshop, giunto alla sua quarta edizione, organizzato dal Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova e che ha visto coinvolta la città di Carpi. L’obiettivo? Riflettere sui progetti di rigenerazione e delle potenzialità che questi esprimono in relazione al sistema urbano. “L’iniziativa – spiega la carpigiana Stefania Campioli, dottoranda al Politecnico di Milano, Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito nonché collaboratrice del professor Carlo Peraboni – rappresenta una preziosa occasione per la città di ricevere spunti, idee e suggestioni, poiché lo sguardo dei giovani studenti è fresco e innovativo. Abbiamo dunque provato a rileggere e a ripensare Carpi indossando degli occhiali nuovi”. Protagonisti del workshop sono 13 studenti del secondo e del terzo anno del Corso di studio in progettazione dell’Architettura (indirizzo triennale) a cui, per la prima volta, si sono uniti anche alcuni giovani di terza e quarta del Liceo Fanti.  

La presentazione dei progetti nella Sala delle Vedute di Palazzo Pio

“Esperienze come queste – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Riccardo Righi – sono preziose per le amministrazioni. Progetti nati da visioni e occhi differenti possono infatti dischiudere nuovi scenari e opportunità realizzabili. In questa fase di revisione e superamento del Piano regolatore il nostro obiettivo è quello di bloccare l’espansione e la cementificazione puntando alla riqualificazione della nostra città. Si guarda a luoghi che devono essere reinterpretati. A vuoti da riempire e a cui attribuire una nuova identità. Sono poi particolarmente orgoglioso  – ha concluso l’assessore – del contributo di spunti offerto dai ragazzi del Liceo Fanti, un istituto dall’anima davvero straordinaria”. 

Stefania Campioli

“Quest’anno – prosegue Stefania Campioli – abbiamo selezionato sette aree specifiche su cui lavorare e proporre degli interventi di urbanismo tattico, ovvero soluzioni leggere e modulabili, capaci di promuovere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda Onu 2030 e in grado di reinterpretare con semplicità e immediatezza degli spazi pubblici cittadini poco conosciuti o dall’identità incerta. Azioni che possono essere migliorate in itinere con facilità”. 

“Se vogliamo costruire davvero città sostenibili – ha spiegato il professor Peraboni – occorre passare dal dire al fare. E’ giunto il tempo dell’azione ed è stato proprio questo l’impegno che abbiamo chiesto ai partecipanti a questo workshop

Carlo Peraboni

intensivo. Il nostro auspicio è che le suggestioni emerse possano contribuire a invertire lo sguardo relativo alla trasformazione della città. Non c’è nulla di più frustrante di un amministratore il cui lei motiv è Qui abbiamo sempre fatto così. Oggi dobbiamo rispondere a problemi e sfide diversi rispetto al passato. Ci rivolgiamo a un universo di interlocuzioni molto più articolato e dai numerosi bisogni. Riflettere, comprendere, proporre e sperimentare sono le parole chiave per mettere in campo le strategie giuste. A partire da ora”.

Un workshop che ha letteralmente conquistato la dirigente del Fanti, Alda Barbi: “sono alla costante ricerca di progetti in grado di dare un senso ulteriore alla nostra offerta formativa. Vorrei che questa collaborazione potesse continuare poiché rappresenta un prezioso momento di orientamento per i nostri ragazzi, per capire cosa vorranno fare da grandi. Una consapevolezza che si matura solo ed esclusivamente vivendo delle esperienze il più possibile differenziate”.

I liceali, tutti autocandidati, si sono concentrati sull’area che dai vari istituti scolastici di viale Peruzzi giunge all’acquedotto. 

CollinARTE è il nome del progetto ideato dalle studentesse Sara Corradi, Teresa Bigarelli, Asia Vacondio e Sabrina Becchi. Collegare, animare e favorire la sosta, sono al centro della loro proposta: creare percorsi di jogging differenziati, indire un concorso annuo per la realizzazione di un murales per rivitalizzare la facciata della stazione delle corriere che si scorge dalla collina adiacente il liceo, inserire alcune panchine dotate di tettoia onde evitare che si bagnino e decorate dal vincitore del concorso, collegare le due colline con una passerella realizzata con materiali da riciclo e illuminata con luci a Led a basso consumo, posizionare attrezzature per lo sport all’aperto e predisporre una gradinata per risposare, guardare film in estate e fare lezioni all’aperto. Antonio Massanova, Francesco Solmi e Francesco Bellei immaginano viale Baden Powell come un’area destinata a eventi temporanei, spettacoli all’aperto, artisti di strada ed esposizioni di arte contemporanea mentre il Piazzale Arcobaleno, a ridosso dell’omonima scuola, potrebbe fungere da area polifunzionale destinata a cinema all’aperto o come location per mercatini del libro, insomma uno spazio dedicato alla cultura in senso ampio. Centrale nel loro progetto il ripensamento della collina e del cortile del Liceo, spazi che dovrebbero diventare maggiormente fruibili, di servizio a studenti, docenti e a tutti coloro che sono   coinvolti nelle attività proposte dalla scuola o agli enti istituzionali che operano nell’ambito della promozione della formazione. Luoghi votati all’aggregazione e arricchiti con attrezzature sportive, percorsi nella natura, varchi d’accesso al bosco urbano presente ed elementi modulari di arredo urbano all’insegna dell’arte. 

Jessica Bianchi