Il fronte comune per Piazza Garibaldi

La strada è quella giusta: se ognuno fa la propria parte garantendo in Piazza Garibaldi il vivere civile si può circoscrivere la brutta gente, individuarla e punirla altrimenti la piazzetta non è bella per viverci, per lavorarci e nemmeno per frequentarla la sera.

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ph Fabrizio Bizzarri

C’è un fronte comune per garantire la miglior qualità di vita possibile a Piazza Garibaldi e i residenti sono schierati insieme alle forze dell’ordine, all’amministrazione e ai locali che rispettano le regole contro chi disturba, contro chi esagera con il volume della musica e della voce, contro chi scatena risse in preda ai fumi dell’alcol, contro chi spaccia e contro chi urina sui portoni, contro chi lancia sassi contro le vetrate.

Per il Comitato Piazza Garibaldi, che si è costituito nel 2015 e riunisce i residenti del centro storico, la situazione si è progressivamente complicata come in tante altre città italiane. Carpi non fa eccezione ma “abbiamo il vantaggio delle dimensioni ridotte rispetto alle grandi città, ci conosciamo tutti e possiamo contrastare insieme la brutta gente. Anche l’altra sera era già parecchio tardi quando siamo stati svegliati da una rissa in cui erano coinvolti ragazzi giovani che avevano evidentemente esagerato con l’alcol”.  Le forze dell’ordine con la loro presenza garantiscono un controllo costante della zona che però non è l’unica da presidiare. Proprio quella notte, tra mercoledì 23 e giovedì 24 giugno, qualcuno ha infranto la vetrata di uno dei locali in piazzetta, “un problema di ordine pubblico che come tale va affrontato – è il commento dell’assessore Stefania Gasparini – non si tratta di malamovida ma di delinquenti che vanno individuati e puniti. La solidarietà dell’amministrazione e quella di tutta la città va a quei titolari di locali che lavorano onestamente per rendere più bella Carpi”.

Anche i residenti esprimono “piena solidarietà al titolare dell’attività. Con i locali, non con tutti, c’è un rapporto confidenziale”.

C’è la disponibilità di tutti a collaborare e il confronto tra residenti, forze dell’ordine e amministrazione è costante: ognuno sta facendo la propria parte per trovare una soluzione che sia rispettosa del vivere civile e che “non può essere quella di traslocare. A chi ci invita a trasferirci in campagna con toni anche minacciosi replichiamo in modo fermo perché quella in centro storico è la casa in cui abbiamo scelto di abitare o che le nostre famiglie abitano da generazioni, per cui non ci rinunciamo”.

La strada è quella giusta: se ognuno fa la propria parte garantendo in Piazza Garibaldi il vivere civile si può circoscrivere la brutta gente, individuarla e punirla altrimenti la piazzetta non è bella per viverci, per lavorarci e nemmeno per frequentarla la sera.

S.G.