Parco Santacroce, è questo il nome scelto per il polmone verde della Fondazione

Ufficializzato da parte del presidente Faglioni il nome del grande polmone verde di 26 ettari che la Fondazione CR Carpi sta realizzando nell’immediata periferia carpigiana. Si riaggancia al toponimo e all’abitudine ormai consolidata dai tanti di identificarlo con il nome della località in cui sorge.

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Giovedì 20 maggio, all’Auditorium San Rocco, si tenuta la lectio magistralis La terra salvata dagli alberi, secondo appuntamento della rassegna it’s NATURAL – forestazione urbana dialoghi green, promossa dalla Fondazione CR Carpi per contribuire a una maggiore conoscenza delle tematiche ambientali e delle loro importanti dinamiche per la salvaguardia del nostro futuro e nella mitigazione del cambiamento climatico.

Nell’occasione, è stato ufficializzato, da parte del presidente Corrado Faglioni, il nome del grande polmone verde di 26 ettari che la Fondazione CR Carpi sta realizzando nell’immediata periferia carpigiana e che, con la denominazione di Parco Santacroce, si riaggancia al toponimo e all’abitudine ormai consolidata dai tanti di identificarlo con il nome della località in cui sorge. 

L’appuntamento si è avvalso della presenza dell’assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna, Irene Priolo, dell’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del comune di Carpi, Riccardo Righi, e del professore Francesco Ferrini, docente di arboricoltura presso l’Università di Firenze, autore ed esperto a livello mondiale in materia di verde urbano che, ai grandi e tanti benefici del verde nelle nostre vite, ha anche evidenziato la complessità della gestione di un processo di forestazione urbana che deve tenere conto di molteplici aspetti. Gli alberi possono contribuire a salvarci ma occorre che ci si ponga le domande giuste, capire cioè come, dove e cosa mettere a dimora, per evitare non attecchimenti della pianta, gestioni e manutenzioni costose o inutili, incurie o addirittura situazioni controproducenti come i dissesti stradali a opera degli apparati radicali di certe specie arboree. 

Numerosi gli spunti forniti durante la serata, dalla necessità e dall’urgenza di passare dalla dimensione Ego-logica e quella Eco-logica, alla considerazione che se l’attuale emergenza sanitaria è quella del Covid, quella immediatamente successiva dovrà essere quella ambientale, l’inquinamento di aria e acqua infatti si stima uccida nel mondo dai 4 ai 6 milioni di persone l’anno. Con l’aumentare delle aree verdi, diminuisce l’indice di mortalità, aumenta la percezione di benessere e la produttività che a loro volta incidono su minori costi nella sanità e maggiori indici economici. E ancora è stata sottolineata l’importanza della biodiversità, perché parchi con una maggiore varietà di specie al loro interno contribuiscono a un maggiore abbassamento della temperatura rispetto a boschi monotematici. 

Il presidente Faglioni ha ricordato a riguardo come nel piano degli investimenti della Fondazione CR Carpi per il territorio, il primo intervento sia stato proprio la forestazione e l’aumento della biodiversità del parco a Santa Croce che già conta al suo interno una biodiversità di 150 specie diverse e un patrimonio verde di circa 3.500 piante che per la primavera 2022 raggiungeranno i 10.000 esemplari. Mentre l’assessore all’ambiente della regione Emilia Romagna, Irene Priolo, ha sottolineato l’importante alleanza che si sta sviluppando tra cittadini, istituzioni e imprese nell’azione di potenziamento del verde urbano, tanto che attraverso il progetto di forestazione “mettiamo radici al futuro” promosso dalla regione, sono già stati distribuiti gratuitamente 587.000 i nuovi alberi sul territorio regionale.