Vaccini anti Covid, che estate ci aspetta?

Con l’estate ormai alle porte e gli incoraggianti dati sui contagi e le ospedalizzazioni in costante calo si ricomincia finalmente a respirare un clima di cauto ottimismo. Ma cosa succederà a chi si è candidato alla vaccinazione nel caso in cui non possa recarsi all’appuntamento perché in vacanza? La dottoressa Silvana Borsari rassicura: “le date della prima dose possono essere modificate e quindi, se una persona è in ferie può decidere di anticipare o posticipare l’appuntamento”.

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Con l’estate ormai alle porte e gli incoraggianti dati sui contagi e le ospedalizzazioni in costante calo si ricomincia finalmente a respirare un clima di cauto ottimismo. La campagna vaccinale prosegue al ritmo di oltre 5.500 somministrazioni al giorno nel modenese e, ad oggi, (20 maggio) spiega la dottoressa Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell’Azienda Usl di Modena nonché Coordinatrice provinciale della campagna vaccinale anti Covid-19, “sono state inoculate 350mila dosi, di cui 111mila seconde dosi. La popolazione non più suscettibile all’infezione grave ha raggiunto quota 46,3%”. L’obiettivo? Completare il ciclo vaccinale entro l’estate a patto che, puntualizza Borsari, “ci arrivino le forniture necessarie”.

Le consegne più sostanziose continuano a essere quelle di Pfizer (ne arriveranno 34mila il 3 giugno e 32mila il 10 giugno), mentre quelle di Moderna, Johnson & Johnson e AstraZeneca, fondamentali per garantire le seconde dosi, giungono col contagocce. “Gli Over 60 che si sono prenotati – specifica Borsari – probabilmente faranno Pfizer o Moderna o, se sono fortunati Johnson & Johnson, così in un sol colpo completano il proprio ciclo. Decidiamo giorno per giorno cosa fare, per quanto riguarda le prime dosi ovviamente, a seconda di ciò che abbiamo in freezer”.

Sono invece 31mila i 40 – 49enni che si sono auto candidati nella nostra provincia a fronte di un target di circa 81mila al netto di coloro che sono già stati vaccinati perché appartenenti ad altre categorie aventi diritto: “un numero comprensibilmente basso dal momento che non vi sono ancora molte certezze sui tempi di somministrazione. Forse alcuni di loro stanno anche aspettando che partano gli Hub aziendali per ottenere un accesso più rapido”. 

Ma cosa succederà a chi si è candidato nel caso in cui non possa recarsi all’appuntamento perché in vacanza? La dottoressa Borsari rassicura: “i tempi di arrivo di una proposta di appuntamento per la fascia di età 40-49 sono determinati dalle forniture; al momento le dosi in consegna previste fino al 10 giugno serviranno per coprire tutte le vaccinazioni programmate e per consegnare ai medici di famiglie le dosi di Pfizer necessarie per iniziare, a partire dal 7 giugno, coi 50 – 54 enni, categoria che vogliamo esaurire entro il 31 luglio. Quando avremo informazioni sugli approvvigionamenti di giugno e luglio potremo iniziare a programmare le auto candidature dei 40 – 49enni. Comunque ci tengo a sottolineate che le date della prima dose possono essere modificate e quindi, se una persona è in vacanza può decidere di anticipare o posticipare l’appuntamento”. Il consiglio a chi ha già contratto l’infezione è invece quello di attendere almeno tre mesi completi dalla guarigione, ovvero dall’esito di tampone negativo, prima di sottoporsi a vaccinazione. Pertanto, aggiunge la direttrice sanitaria, “nel caso venisse fissato loro un appuntamento prima dei 3 – 6 mesi consigliati, basterà usare i canali tradizionali (call center, farmacie, fascicolo sanitario elettronico) per posticiparlo”.

Ma questa sarà anche un’estate di superlavoro per i sanitari: “ci dobbiamo confrontare con una carenza di professionisti ormai cronica; già da prima della pandemia faticavamo a trovare medici e infermieri con cui sostituire pensionamenti e trasferimenti e quindi affrontiamo l’estate che verrà con estrema difficoltà. Stiamo ragionando su come garantire almeno due settimane di vacanze a tutti i nostri operatori sfiancati da 14 mesi di superlavoro e stress costante. Oltre a concludere la campagna vaccinale dovremo fare molto anche sul versante dei tamponi: controllare la popolazione è infatti fondamentale per tenere sotto controllo il virus. Contemporaneamente si dovrà riprendere l’attività ordinaria, ridottasi durante le due ondate di novembre e marzo. Negli ospedali poi non ci aspettiamo di chiudere completamente l’attività Covid, pertanto ci stiamo organizzando per riuscire a garantire in tal senso un’assistenza minima ma necessaria. Insomma sarà un’estate di lavoro a testa bassa”.

Jessica Bianchi