Il gemello del David, capolavoro di Nicola Salvioli

Per due mesi Nicola Salvioli, originario di Novi di Modena, esperto nel restauro italiano su grandi sculture ha lavorato alla riproduzione della celebre opera di Michelangelo uscita ieri dal laboratorio di Firenze per raggiungere Dubai.

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La copia 3D del David di Michelangelo a Firenze (FOTO ANSA)

La riproduzione del David di Michelangelo è già una star. È uscita ieri dal laboratorio di Nicola Salvioli in Borgo Albizi a Firenze per raggiungere Dubai ed essere esposta nel padiglione italiano dell’Expo, l’esposizione universale che si apre il primo di ottobre 2021 e proseguirà fino a marzo 2022.
Un applauso infinito è risuonato più forte da Novi di Modena perché Nicola Salvioli ha origini novesi: dopo la maturità conseguita nel 1995, si è trasferito a Firenze per ottenere il Diploma di Restauratore dell’Opificio delle Pietre Dure specializzandosi in beni culturali in metallo (bronzi e armi). Ha eseguito innumerevoli interventi di restauro di opere in metallo ed ha allestito mostre per numerose committenze pubbliche e private in Italia e all’estero.

Per due mesi Nicola Salvioli, esperto nel restauro italiano su grandi sculture, ha lavorato col suo team per rivestire la riproduzione, realizzata con una stampante in 3D, con un impasto di resine e polvere di marmo di Carrara, per restituire al David le venature e i suoi difetti rendendolo uguale in tutto e per tutto all’originale. La copia pesa 400 chilogrammi ed è alta 5 metri e 14. La copia del David avrà il compito di rilanciare Firenze e le città d’arte italiane presso l’opinione pubblica mondiale.

A Nicola Salvioli era stato affidato il restauro della campana dopo il crollo della torre civica il 3 giugno del 2012 in conseguenza del terremoto: nel suo laboratorio di Firenze la campana era stata sottoposta a lavori di pulitura delle superfici interne ed esterne e a un trattamento protettivo. Nel 2014 la campana, che è un pezzo importante della storia locale, aveva fatto ritorno a Novi presso il Municipio Temporaneo di Viale Vittorio Veneto, dove è rimasta in esposizione nella sala d’ingresso.