L’arte che irrompe tra il cemento per raccontare la vita

L’ultimo murales dello street artist Sebastiano Matarazzo, in arte Mat!, incarna il prezioso lavoro quotidiano di assistenza dei volontari della Croce Blu di Carpi.

0
1035

Una mano che cura e accoglie è quella che accompagna una bimba e il suo orsacchiotto per tutta la vita. Una mano forte, amorevole che, con dedizione, la sosterrà fino ai suoi ultimi giorni quando ormai anziana, sarà pronta ad accomiatarsi dalla vita. L’ultimo murales dello street artist Sebastiano Matarazzo, in arte Mat!, è una vera e propria poesia. Fiorito su un muro di circa 20 metri – in via Carlo Marx angolo via Marchiona – incarna, potente, il prezioso lavoro quotidiano di assistenza dei volontari della Croce Blu di Carpi. 

“Quando la presidente Giannina Panini mi ha contattato – spiega l’artista – mi sono preso il tempo necessario per capire come funzionasse l’associazione. Mi sono così avvicinato alle storie e alle bellissime testimonianze dei volontari anche grazie alle intense pagine del libro scritto un paio di anni fa da Mattia Cavani, Il tempo degli altri”. Voci diverse che parlano però una sola lingua, quella dell’assistenza e della vicinanza ai più fragili. “Impossibile incarnare in una sola figura un mondo tanto ampio e variegato – prosegue Mat! – e per questo motivo ho deciso di dar forma alla sfera emotiva. Quella più intima.  Alla compassione”. 

Emozioni che sul muro del deposito delle ambulanze sono letteralmente sbocciate: “le gerbere sono simboli. Ciascuna di un colore differente, parlano di passione, di amore, di pietà, ai amicizia…”. 

I volontari sono entusiasti del risultato e come dar loro torto? Questo murales trasuda non sono energia e bellezza ma in questo momento tanto complesso di pandemia, ricorda a ciascuno di noi il valore del dono. Dell’accudimento. Dell’altro. 

Un linguaggio potente quello della street art: un’arte che spezza le cornici, che rompe i confini delle gallerie e irrompe tra i palazzi e il cemento. Per le strade. “La street art è diretta, – spiega Mat! – senza filtri. Si impone allo sguardo e, allo stesso tempo, nutrendosi del presente e facendosi interprete della realtà, stimola una riflessione culturale. Il bello e il brutto non c’entrano nulla. La street art va oltre queste categorie. Vuole stupire, indignare, sfidare, provocare…” e incantare. 

Il rapporto di Mat! con Carpi dura ormai da anni: scuole, associazioni e privati gli hanno affidato muri per farne tele vive. All’appello manca solo il Comune di Carpi: confidiamo che i numerosi progetti che Sebastiano ha in mente possano trasformarsi presto in tratti e colori perché ridisegnare la città attraverso la street art sarebbe un modo per ridarle linfa. Una cultura che esce dai palazzi e dai consueti circuiti ormai obsoleti per andare incontro alla gente. Una cultura che parla la lingua della strada. Del presente. In attesa che la nostra Amministrazione dopo le parole di apprezzamento passi ai fatti, l’artista di Novi di Modena ha deciso di fare un dono straordinario alla città: un murales di grandi dimensioni sulla parete di una struttura vicina al centro storico. “Da lì – conclude lo street artist – voglio lanciare il mio messaggio di speranza. Questo maledetto virus ci ha paralizzati, ma la vita deve andare avanti. Il Covid non deve fermarci”.

Jessica Bianchi