L’Istituto Meucci adotterà un borgo italiano

Il 20 marzo le classi 3H, 3F 3G dell’Istituto Meucci indirizzo Tecnico del Turismo hanno incontrato Fiorello Primi, presidente dell’Associazione Nazionale I borghi più belli d’Italia.

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Il 20 marzo le classi 3H, 3F 3G dell’Istituto Meucci indirizzo Tecnico del Turismo hanno incontrato Fiorello Primi, presidente dell’Associazione Nazionale I borghi più belli d’Italia. La videoconferenza on line rientra nel progetto, realizzato dalle professoresse Enza Cubelli e Annamaria Rosa, per stimolare la valorizzazione del territorio e la riscoperta del turismo. Dopo aver illustrato le finalità dell’associazione, il presidente ha spiegato come sono cambiate le modalità di comunicazione in questo periodo, ricorrendo molto all’uso dei social “tanto che i nostri account Facebook (Borghi Più Belli d’Italia), Instagram (#borghitalia) e Twitter (#borghitalia) , oltre al portale (www.borghipiubelliditalia.it) hanno raggiunto e superato i due milioni di affezionati che ci seguono. Oltre a questo abbiamo un’ottima visibilità sui vari programmi della Rai e una rivista mensile(Borghi Magazine)”. Del resto la crisi innescata dal Covid-19 ha colpito duramente i borghi, intesi come piccoli centri dove le distanze si misurano a passo d’uomo e i temuti lockdown, le restrizioni sembrano più lievi con le imposte spalancate sulla campagna. Il presidente Primi, sollecitato dalle numerose domande dei ragazzi, ha più volte sottolineato come “il futuro sia nei borghi e che per essere salvati dallo spopolamento e dal depauperamento del patrimonio di cui sono gelosi custodi, devono diventare protagonisti di un progetto nazionale per uscire dall’isolamento legato alla situazione disastrosa delle strade secondarie, alla pressoché assenza di servizi pubblici di trasporto e alla progressiva scomparsa di servizi bancari e postali. Ma l’isolamento dei borghi è anche di tipo virtuale per l’assenza di banda larga che impedisce, di fatto, la possibilità di attuare lo smart working che sarebbe una risorsa importante per favorire il ripopolamento”

La valorizzazione dei borghi invita a riscoprire luoghi dimenticati, ma di incredibile bellezza, luoghi poetici in cui ancora si vive secondo i ritmi d’un tempo. Da questa sollecitazione le due professoresse del Meucci hanno elaborato un percorso con l’intento di far vivere ai propri studenti esperienze legate alle tradizioni, alle radici culturali e allo stesso tempo di creare un contesto scolastico che si ispiri alla vita di un borgo. Il borgo ha una sua identità, i suoi luoghi di incontro, i suoi rituali, ha una sua poesia, una sua vocazione, ci si conosce tutti, ci sono valori umani condivisi, ci si aiuta e si condivide. E la scuola è un po’ come un piccolo borgo che si relaziona con il mondo esterno, non solo con parole ma con esperienze concrete “che favoriscono l’acquisizione di corretti stili di vita e di una consapevolezza delle problematiche ambientali”. Prossimo obiettivo delle terze del turismo sarà l’adozione di un borgo, con la collaborazione dell’associazione I borghi più belli d’Italia.