Covid e nuovi poveri: l’unione fa la forza

Un luogo aperto a tutti, dove fare la spesa a prezzi contenuti o in modo del tutto gratuito grazie alle carte prepagate che verranno fornite ai più indigenti. L’Emporio Partecipativo, che aprirà entro l’estate in via Cattani, al civico 69, è un ulteriore tassello messo in campo per contrastare l’emergenza alimentare e rispondere ai bisogni delle famiglie in difficoltà.

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Sarà intitolato a Odoardo e Maria Focherini l’Emporio Partecipativo che aprirà in estate in via Cattani, 69 a Carpi: uno strumento per contrastare l’emergenza alimentare che si propone come luogo inclusivo e di coinvolgimento delle tante persone che oggi vivono una situazione di difficoltà. Un luogo aperto a tutti dove fare la spesa a prezzi contenuti o in modo del tutto gratuito grazie alle carte prepagate che verranno fornite ai più indigenti.

Un’idea nata dal confronto della Diocesi di Carpi, dopo l’assegnazione del fondo straordinario dell’8xmille per l’emergenza Covid-19, con le istituzioni e le realtà del terzo settore del territorio, per tentare di rispondere così in modo efficiente ai bisogni emergenti anche grazie al fondamentale contributo economico di Comune di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. 

“Questo progetto nato dalla Diocesi – spiega Tamara Calzolari, assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi – è stato inglobato all’interno di un percorso di co-programmazione svolto a partire dal dicembre dello scorso anno a cui hanno partecipato tutte le associazioni dell’Unione delle Terre d’Argine che si occupano a vario titolo di approvvigionamento e redistribuzione di beni prima necessità. Insieme abbiamo analizzato come la comparsa deflagrante della pandemia abbia acuito i bisogni, facendo emergere nuove povertà, e stabilito tre linee di indirizzo a cui vogliamo dare gambe. Da Nord a Sud, in tutto il Paese, i nuovi poveri aumentano e, in particolare, sono le madri con minori a carico a vivere situazioni di grave difficoltà. Il nostro territorio non sfugge a tale tendenza: chi faceva lavori precari o stagionali si è ritrovato senza un’occupazione, con una conseguente contrazione del reddito”. Uno scenario dai contorni emergenziali e gravissimi che può essere mitigato solo con un intervento coordinato e collegiale di tutti gli attori del territorio.

Accanto all’apertura dell’Emporio – a cui il Comune ha destinato 60mila euro e la cui gestione è stata affidata alla Fondazione Odoardo e Maria Focherini – prosegue l’assessore, “stiamo lavorando per allargare a tutto il distretto il progetto Carpi non spreca teso a evitare lo spreco di generi alimentari e che dallo scorso anno ha registrato una forte accelerazione in termini di quantitativo donato e di redistribuzione alle famiglie. L’obiettivo è quello di coinvolgere altre associazioni e agganciare nuove realtà di donatori per poter rafforzare la nostra capacità di risposta. Una ridistribuzione che potrebbe poi avvenire anche attraverso la creazione di un emporio solidale, sul modello del Pane e le rose di Soliera per intenderci. Tale progetto è stato candidato da una serie di associazioni, con capofila Porta Aperta, a un bando regionale e speriamo che entro la fine dell’anno possa essere finanziato”. 

Infine, la terza azione che l’Unione vuole concretizzare, è quella di mettere a disposizione dei più “fragili” non solo beni ma anche servizi, attraverso la sottoscrizione di “accordi specifici coi vari professionisti affinché donino prestazioni; in passato lo avevamo fatto coi dentisti ma abbiamo intenzione di ampliare la platea ad altri soggetti, artigiani compresi. In questo modo le persone assistite dai Servizi Sociali potranno accedere non solo a beni materiali ma anche a prestazioni di vario genere”. 

Jessica Bianchi