“I saldi? La gente è sfiduciata e senza soldi”

Barbara Bianchi è la titolare del negozio di abbigliamento femminile Barbara in Corso Pio n° 49 e, a proposito dei saldi partiti il 30 gennaio, dice: “c'è tanta gente in giro ma con pochi soldi da spendere. La lotteria degli scontrini? Ho acquistato il software e lo scanner per il codice a barre ma nessuno chiede di utilizzarlo”.

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Sono partiti già da alcuni giorni i saldi invernali ma le vendite non sono decollate.

La decisione della regione Emilia-Romagna di posticiparne l’inizio al 30 gennaio, con lo scopo di dare respiro alle attività commerciali provate dalla pandemia, non ha sortito grandi risultati e, anzi, ha creato un po’ di confusione tra i clienti, come testimonia una negoziante del centro storico di Carpi, Barbara Bianchi, titolare del negozio di abbigliamento femminile “Barbara” in C.so A. Pio n°49.

Molte persone, alla notizia che i saldi sarebbero cominciati non prima del 30 gennaio, hanno pensato di rimandare gli acquisti in negozio a dopo quella data, e questo ci ha penalizzato molto dato che con la vendita promozionale siamo partiti già da dicembre.

Le intenzioni erano buone, compresa quella di sospendere in via straordinaria il divieto di effettuare vendite promozionali di abbigliamento, calzature, pelletteria, intimo ed accessori nei trenta giorni precedenti all’avvio dei saldi invernali, ma i risultati non sono stati quelli sperati”.

Com’è l’affluenza in centro e come stanno andando le vendite?

Da quando siamo tornati in zona gialla c’è più movimento in piazza ma in pochi spendono. Molte delle persone che girano di giorno sono in cassa integrazione o, peggio, sono disoccupate e quindi non hanno soldi da spendere. Inoltre, sono preoccupate e sfiduciate.

Per quanto mi riguarda questi saldi non sono mai decollati davvero e le rimanenze sono tante, tanto più che è già ora di vendere gli articoli primaverili”.

Pensa che il cashback di Stato e la lotteria degli scontrini siano comunque un incentivo agli acquisti in negozio?

Il cashback di Stato è stato nominato poco in negozio mentre, per quanto riguarda la lotteria degli scontrini, nessuna sembra interessata finora.

Dopo aver dovuto sostenere alti costi per l’adeguamento al software del registratore di cassa e l’acquisto dello scanner per la lettura del codice a barre, alla mia domanda: “hai scaricato il codice a barre per la lotteria degli scontrini?”, la risposta è quasi sempre: “no, è troppo complicato e poi non mi interessa più di tanto”

Lei ha aperto lo scorso maggio, subito dopo il lockdown. Che bilancio può fare da allora ad oggi? È ancora convinta della sua decisione?

Sì, ho aperto il 21 maggio del 2020 subito dopo il lockdown e devo dire che sono stata molto contenta perché la gente aveva voglia di uscire e di comprare dopo tre mesi chiusi in casa. Poi in autunno è arrivata la seconda ondata, con le relative restrizioni, e subito i profitti sono cominciati a calare fino ad arrivare a fare la metà dei primi mesi e questo è un grosso problema.

Io spero che con l’arrivo della primavera ed il nuovo governo possa cambiare qualcosa, anche perché questa è una mia grande passione. Ce la sto mettendo tutta ed è anche molto gratificante quando le mie clienti mi dicono “che belle cose che hai”, ma il problema sono sempre i soldi che mancano.

Non vedo l’ora di rivedere tutte le mie care clienti che vengono anche da fuori regione, e che si possa tornare a guardare al futuro con fiducia e serenità”.

Chiara Sorrentino