Dosi di vaccino avanzate a Modena somministrate ai parenti: la Lega chiede chiarezza

Il 5 gennaio a fine seduta vaccinale pomeridiana, avendo espletato la procedura prevista e avanzando ancora alcune dosi inutilizzate, alcuni operatori al lavoro nel punto vaccinale, in totale autonomia, hanno pensato di contattare alcuni propri congiunti, con l’idea di non sprecare dosi che non avrebbero potute essere utilizzate il giorno successivo. Appena venuta a conoscenza del fatto, l’Azienda Usl ha avviato un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta. I militari del NAS di Parma, supportati dai Carabinieri della Compagnia di Modena, sono all’ospedale di Baggiovara per effettuare accertamenti inerenti la recente somministrazione dei vaccini.

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“Speriamo non sia una prassi consolidata quella della gestione delle dosi vaccinali nel modenese. Non esistono dosi avanzate ma personale sanitario e operatori Cra prioritari in lista d’attesa da chiamare. Il fatto che grazie a Facebook si sia arrivati a scoprire questa grave mancanza di attenzione significa che manca un meticoloso controllo interno del numero di dosi in gestione a ogni punto vaccinale. Manca una seria programmazione nella preparazione delle dosi e nelle persone chiamate ogni giorno che dovrebbe chiudersi in pareggio senza avanzi”, così il senatore della Lega Stefano Corti e la consigliere provinciale Simona Magnani commentano quanto accaduto il 5 gennaio a Modena.
Immediata la risposta dell’Ausl di Modena: “quando alla fine della giornata di vaccinazione rimangono alcune dosi già ricomposte, poiché la loro durata è di sole sei ore e non possono dunque essere utilizzate il giorno successivo, vengono contattati operatori sanitari che hanno dato la disponibilità a essere vaccinati (persone già presenti in ospedale oppure già prenotate in altre giornate) al fine di non sprecare nessuna dose. Questa è la procedura, già chiaramente esplicitata a tutti, stabilita nell’ambito del gruppo di lavoro per un utilizzo efficiente delle dosi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali: non sprecarne nessuna invitando alla somministrazione persone aventi diritto al vaccino. Quanto avvenuto ieri, dunque, non risponde ad alcuna direttiva o indicazione fornita dall’Azienda”.
E dunque cos’è accaduto?
Ieri a fine seduta vaccinale pomeridiana, avendo espletato la procedura prevista e avanzando ancora alcune dosi inutilizzate, alcuni operatori al lavoro nel punto vaccinale, in totale autonomia, hanno pensato di contattare alcuni propri congiunti, con l’idea di non sprecare dosi che non avrebbero potute essere utilizzate il giorno successivo.
“Appena venuti a conoscenza di ciò, gli altri professionisti presenti hanno subito informato il responsabile del Punto vaccinale e la Direzione aziendale, che hanno dato perentorie indicazioni di bloccare immediatamente qualsiasi iniziativa in tal senso.
Purtroppo però i vaccinatori – prosegue l’Ausl – avevano già somministrato alcuni vaccini. Dunque si è venuti a conoscenza che le persone contattate non erano tra gli aventi diritto soltanto a vaccinazione già avvenuta.
Appena venuta a conoscenza del fatto, l’Azienda Usl ha avviato un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta, operatori sanitari o altre figure impegnate nel coadiuvare i team vaccinali in qualità di volontari. Questo per giungere a una verifica completa dei fatti e poter procedere alle necessarie azioni, a tutela propria e di tutti coloro che ogni giorno, in questa campagna vaccinale, sono impegnate a garantire la vaccinazione nel massimo rispetto di tutte le procedure”.
L’Azienda ha poi ulteriormente ribadito a tutti i professionisti impegnati nell’attività vaccinale l’assoluto divieto di iniziative autonome che escano da quelle previste per l’erogazione dei vaccini.
Consapevole della gravità dell’errore commesso, e dell’impatto che ciò può generare sulla popolazione che attende il vaccino, l’Ausl “si scusa con tutti i cittadini e si impegna a garantire la massima trasparenza, così come è stato fatto fin dall’inizio, nelle procedure di somministrazione e utilizzo del vaccino”.