Case popolari, la manutenzione resta un nervo scoperto

Valentina da più di un anno chiede che venga aggiustato il montascale per salire in casa con la carrozzina. A sostenerla c’è Adifa, Associazione Disabili e Familiari di Carpi che si chiede dove e come Acer e Comune hanno speso le risorse spettanti per abbattere le barriere architettoniche nell’edilizia residenziale pubblica a Carpi. Il tema della gestione delle case popolari ha surriscaldato anche la seduta del Consiglio Comunale.

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Il montascale rotto è ancora lì e Valentina da più di un anno chiede che venga aggiustato perché con la carrozzina, di cui si serve per le sue difficoltà a camminare, non riesce a raggiungere l’appartamento in cui abita nelle case popolari di via Pezzana al civico 3 dove vive insieme al marito. Coperto da un telo, il montascale è un modello di vecchia concezione installato nel 2010 e per usarlo Valentina ha sempre bisogno di un’altra persona che tenga premuto il pulsante mentre l’apparecchio sale i piani. Serve l’intervento di Acer, che per conto del Comune gestisce gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, ma ogni volta c’è da inoltrare reclami fino allo sfinimento: è già successo con le piante che dovevano essere potate e coi gradini che poi sono stati sostituiti. A farsi carico della denuncia di Valentina è stata Adifa, Associazione Disabili e Familiari di Carpi chiedendo al Sindaco e al Presidente Acer di intervenire tempestivamente al fine di rimuovere ogni barriera all’accesso e ogni rischio per l’incolumità delle persone con disabilità motoria. Adifa ricorda che solo pochi mesi fa è stato firmato il protocollo tra le Regione Emilia-Romagna e le Federazioni delle associazioni dei disabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche: “dal 2015 – era scritto nella nota della Regione – per la riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) presenti in Emilia-Romagna sono state messi a disposizione13 milioni di euro utilizzati per oltre 700 interventi. Opere che nel 2018 hanno riguardato anche l’installazione di ascensori, montascale e altri lavori di adeguamento degli appartamenti per garantire anche agli assegnatari più fragili un utilizzo il più possibile comodo e funzionale. Dei 13 milioni, 4 milioni sono serviti in particolare per il superamento delle barriere all’accessibilità dell’edificio e dell’alloggio”. Se questi sono numeri reali viene da chiedersi dove e come Acer e Comune hanno speso le risorse spettanti per eliminare le barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale pubblica a Carpi?

Monica Medici

Il tema ha surriscaldato anche la seduta del Consiglio Comunale dedicato alla discussione sul Bilancio comunale: a scagliarsi contro la gestione di Acer è intervenuta Monica Medici, consigliere del Movimento 5 Stelle. “Se consideriamo i 624 appartamenti di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà comunale e ipotizziamo una media di duemila euro di affitto all’anno, ciò significa che come Comune di Carpi incasseremmo 1 milione e 248mila euro da gestire ogni anno per valorizzare gli immobili attraverso la manutenzione e per fare lavori di ristrutturazione. Acer ha un costo per i dipendenti nel bilancio 2019 di 3 milioni e 630mila euro e 7mila appartamenti da gestire: per le spese di gestione di ogni appartamento Acer spende 512 euro. Voi il vostro amministratore di condominio lo pagate 512 euro per le spese di gestione, di un singolo appartamento? La gestione di Acer è diventata troppo pesante, se vogliamo bene al nostro comune i nostri 624 appartamenti dobbiamo riprenderceli in gestione noi e con un milione all’anno vi posso assicurare che lavori di manutenzione straordinaria se ne fanno. Nel 2019 a Carpi Acer ha sostituito le finestre in tre palazzine Erp di via Pezzana”.

Sara Gelli