Rapina al Bingo di Carpi: individuato un componente della banda

La Polizia di Stato di Carpi, dopo una articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, è riuscita a ricostruire un grave quadro indiziario a carico di un cittadino rumeno di 36 anni, ritenuto responsabile di una rapina a mano armata consumata il 4 agosto 2019 ai danni della sala Bingo di via dell’Industria.

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La Polizia di Stato di Carpi, dopo una articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, è riuscita a ricostruire un grave quadro indiziario a carico di un cittadino rumeno di 36 anni, ritenuto responsabile di una rapina a mano armata consumata il 4 agosto 2019 ai danni della sala Bingo di via dell’Industria.
Intorno alle 7.30 era giunta davanti all’ingresso della sala scommesse un’autovettura Mercedes coupé nera, da cui erano scesi due uomini di corporatura robusta e carnagione bianca, vestiti di scuro con un passamontagna, armati di pistola, che avevano fatto irruzione nel locale, costringendo un cliente, sotto minaccia delle armi, a sdraiarsi a terra. Quindi, si erano diretti verso l’addetto di sala, obbligandolo con le pistole in pugno ad accompagnarli dove si trovavano le casseforti, da cui avevano asportato oltre 8.700 euro in contanti. A quel punto si erano dati alla fuga. Non essendo possibile risalire all’identità dei rapinatori attraverso le immagini della videosorveglianza privata, gli investigatori si sono concentrati sugli spostamenti dell’autovettura utilizzata. Dal momento che i ladri erano scappati in direzione nord, gli inquirenti hanno ricostruito il percorso analizzando le riprese della videosorveglianza dei comuni della bassa carpigiana e di quelli attigui nel reggiano.
L’analisi accurata dei fotogrammi ha permesso agli agenti di accertare che l’auto risultava oggetto di un furto avvenuto a Parma. Dopo 15 minuti dalla rapina lo stesso veicolo appariva nelle immagini con targhe diverse, intestate al 36enne rumeno, residente in provincia di Genova, con precedenti per reati contro il patrimonio.
Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una pistola “scacciacani”, perfetta riproduzione delle armi in dotazione alle Forze dell’ordine, utilizzata per compiere la rapina.
Il solido quadro probatorio ha permesso al Pubblico Ministero di richiedere e ottenere dal G.I.P. del Tribunale di Modena l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L’uomo, tratto in arresto il 23 ottobre scorso dovrà rispondere davanti al giudice per i reati di rapina e furto aggravati in concorso.