Corriere strapiene, gli autisti non riescono a controllare la capienza

"Se io non mi fermo alla fermata perché secondo me è stata già raggiunta la capienza dell’80% e la persona che lascio a terra fa una telefonatina in azienda dicendo che non l’ho caricata, l’azienda mi dovrebbe sanzionare; viceversa se io ho superato l’80% della capienza e mi ferma la forza pubblica mi prendo la multa" ammette un autista

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Difficile mantenere le distanze anti covid sugli autobus: sono numerose le criticità ancora irrisolte e segnalate da studenti e famiglie. Anche col raddoppio delle linee la corriera si riempie, e il tempo di percorrenza sulle tratte extraurbane supera abbondantemente i 15 minuti ritenuti “sicuri” dal Comitato Tecnico Scientifico, arrivando oltre il triplo. Molti sostengono che l’80% della capienza previsto per legge non sia rispettato.

Alcuni autisti di Seta lamentano misure di tutela non adeguate.

“Qua casca l’asino – dice un autista –  perché hanno dato la piena responsabilità all’autista per vigilare sul limite dell’80%. Il problema più grave è che, se io non mi fermo alla fermata perché secondo me è stata già raggiunta la capienza dell’80% e la persona che lascio a terra fa una telefonatina in azienda dicendo che non l’ho caricata, l’azienda mi dovrebbe sanzionare; viceversa se io ho superato l’80% della capienza e mi ferma la forza pubblica mi prendo la multa”.

“E’ una cosa impossibile – aggiunge un collega – controllare l’affluenza degli utenti sull’autobus. C’è uno scaricabarile da parte delle istituzioni. Soprattutto all’uscita dalle scuole, al primo autobus che vedono, i ragazzi ci salgono sopra: non c’è nessuno che controlla”.

Una autista ribadisce: “Io ho chiamato più volte perché ero in sovrannumero”.

Ma come fa a controllare e a capire che avete raggiunto la massima capienza?

“Io personalmente ho occhio. Ci vorrebbe qualcuno a controllare il numero oppure dovrebbero darmi più minuti apposta per tirare il freno a mano e contarmeli io”.