Sacchetti dell’umido a pagamento? Non ancora, ma…

Sta facendo discutere la proposta avanzata da Aimag, la municipalizzata di casa nostra, di introdurre un limite annuo al numero di rotoli di sacchetti utilizzabili per conferire la frazione umida per ciascuna utenza. Un limite che verrà calcolato in base ai componenti della famiglia e superato il quale, probabilmente a partire dal prossimo anno, si pagherà, direttamente in fattura, un obolo per l’eccedenza richiesta.

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Foto di repertorio

Sta facendo discutere la proposta avanzata da Aimag, la municipalizzata di casa nostra, di introdurre un limite annuo al numero di rotoli di sacchetti biodegradabili utilizzabili per conferire la frazione umida per ciascuna utenza. Un limite che verrà calcolato in base ai componenti della famiglia e superato il quale, probabilmente a partire dal prossimo anno, si pagherà, direttamente in fattura, un obolo per l’eccedenza richiesta. Al momento i sacchetti – che si possono trovare in tutti i centri di raccolta di rifiuti e presso gli ecosportelli di Carpi e Mirandola – sono ancora del tutto gratuiti ma, al momento della richiesta, ciascun cittadino verrà registrato per consentire alla municipalizzata di compiere un monitoraggio per comprendere i consumi di ogni singola utenza. Un modo, insomma, per individuare e mettere un freno ai furbetti del sacchettino: persone che, spiegano da Aimag, “fanno incetta di rotoli di sacchetti, dal momento che sono gratuiti, per poi utilizzarli in modo del tutto improprio, in particolare per raccogliere gli escrementi dei propri animali”. Un malcostume che, proseguono da Aimag, “ricade sulle tasche della comunità dal momento che il costo di questi sacchetti è comunque incluso nella tariffa fissa che ognuno di noi paga”. Da tale consapevolezza dunque la necessità di promuoverne “un uso maggiormente razionale”. Al termine del monitoraggio, Aimag deciderà cosa fare ma ogni decisione è rimandata al 2021.

Jessica Bianchi