L’impegno degli scout: la nostra vocazione è servire

Da Piacenza a Rimini sono più di 700 quelli che si sono messi a disposizione della Protezione Civile per dare il proprio contributo nella crisi generata dalla pandemia di coronavirus. Anche la Zona di Carpi si è mobilitata, come spiega Stefano Prandi.

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Lo sosteneva anche Baden Powell, “uno scout è un uomo passabile in un salotto e indispensabile in un nubifragio”. A ribadire lo spirito di servizio che contraddistingue chi sceglie di essere scout è Stefano Prandi, incaricato alla comunicazione della Zona di Carpi dell’Agesci, l’associazione che raduna le guide e gli scout cattolici italiani, iscritta nell’elenco nazionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile.

Da Piacenza a Rimini sono più di 700 quelli che si sono messi a disposizione della Protezione Civile per dare il proprio contributo nella crisi generata dalla pandemia di coronavirus. Consegnano la spesa a domicilio, distribuiscono mascherine, telefonano ad anziani soli, aiutano con i compiti a distanza sopperendo alle difficoltà delle lezioni in rete. “Naturalmente – spiega Stefano – i volontari in servizio sono tutti maggiorenni e sotto i sessant’anni completamente equipaggiati coi dispositivi di sicurezza necessari, forniti dall’ente che ci attiva o dall’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Agesci regionale. Se una persona è convivente con un grande anziano non può fare servizio in questa emergenza per evitare nel modo più assoluto di contagiarlo”.

La Zona di Carpi dell’Agesci si è mobilitata per supportare progetti attivati attraverso l’Agenzia regionale di Protezione civile e a coordinare i servizi sono i due incaricati: Federica Ceretti e Matteo Diacci.

“Le persone impegnate nel settore della Protezione Civile hanno fatto un percorso di formazione e – precisa Stefano Prandi – un corso specifico online sull’emergenza coronavirus approntato dall’Agesci. L’iniziativa non è lasciata ai singoli e ci muoviamo seguendo protocolli nazionali perché ci vuole della testa e la buona volontà non basta”.

Sono 70 gli scout della zona di Carpi che hanno dato la loro disponibilità, 30 dei quali sono stati attivati per progetti già operativi. “Il Comune di Soliera ha dato il via, attraverso la cooperativa sociale Eorté, alla distribuzione dei pacchi-spesa a trecento famiglie e per confezionarli e consegnarli sono stati attivati 25 scout; il servizio continuerà nelle prossime settimane e probabilmente verrà esteso ad altri comuni. A breve potrebbero prestare servizio altri due o tre volontari in supporto all’attività della Croce Blu che ha istituito un numero di telefono per la consegna dei farmaci e della spesa a domicilio. A Mirandola, Rolo e a breve anche a Medolla gli scout sono impegnati in supporto a Porta Aperta e alla Caritas nella preparazione delle sporte della spesa per le famiglie in difficoltà: se ne sono sempre occupati volontari più anziani ma oggi la loro tutela viene prima di ogni cosa”.

“La nostra vocazione è servire” conclude Stefano.

Sara Gelli