La comunità pachistana di Carpi dona 10mila euro per fronteggiare l’emergenza Covid-19

La comunità pakistana carpigiana ha versato alla Protezione Civile dell’Unione delle Terre d’Argine 10.300 euro.

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“Cara Carpi, care amiche e cari amici carpigiani, vi scriviamo per esprimere la nostra sincera solidarietà durante questi tempi tesi e difficili, e per porgere le nostre più sentite condoglianze alle famiglie che hanno perso i propri cari a causa del coronavirus”: inizia così la lettera indirizzata dalla comunità pakistana del territorio ai propri concittadini italiani. “E’ profondamente rattristante per noi immigrati – prosegue la missiva consegnata al sindaco Alberto Bellelli sabato scorso – vedere che il Paese che ci ha accolti, che ci ha nutriti e sfamati, che ci ha dato prospettive di vita migliori, ambizioni e sogni nuovi, e che consideriamo casa a tutti gli effetti, sia messo in ginocchio dall’insidia di un nuovo virus”. La solidarietà della più numerosa tra le comunità straniere sul territorio, che conta oltre 2.300 persone, non si limita tuttavia alle parole, pur importanti: a dare concretezza al cordoglio è arrivato un assegno di più di diecimila euro – 10.300, per l’esattezza – raccolto tra tutti i pakistani che hanno voluto donare qualcosa, e versato alla Protezione Civile dell’Unione delle Terre d’Argine, per destinarlo a fronteggiare l’emergenza COVID-19. Una somma importante, per una comunità che non è tuttavia nuova a gesti di solidarietà: nel 2012, per esempio, in piena emergenza terremoto furono donate centinaia di tende e altro materiale per poter consentire alle persone, costrette in quei terribili giorni a dormire fuori casa, nei parchi cittadini, di poter trovare un riparo il più confortevole possibile. Ancora, la comunità è rappresentata all’interno della Consulta per l’Integrazione, i cui membri partecipano da anni a numerose iniziative solidali, come la raccolta alimentare di generi di prima necessità SOS Spesa, destinata a reperire generi di prima necessità da donare alle persone bisognose. E se i veri amici si riconoscono nel momento del bisogno, i diecimila euro arrivati in queste settimane difficili rappresentano il segno quanto più tangibile di una cittadinanza attiva, di quel ‘sentirsi italiani’ che supera qualsiasi etnia e differenza culturale. La lettera prosegue poi citando le parole di Allama Muhammad Iqbal, celebre pensatore pakistano, che esortava così, nel momento dell’indipendenza dall’impero britannico, i propri concittadini: Andate oltre gli interessi di setta e le ambizioni private… alternate tra materia e spirito. La materia è diversità; lo spirito è luce, vita e unità. Parole che i pakistani di Carpi sposano in pieno: “in questo spirito di unità ci crediamo, oggi più che mai, ed è per questo che abbiamo ritenuto necessario fare la nostra parte. L’anima di ogni italo-pakistano vibra con l’anima dell’Italia intera. Ne usciremo insieme, più forti”. Gesti e parole che meriteranno di essere ricordati, quando saremo usciti da questo incubo, e quando torneremo a ragionare di cosa significhi essere italiani e fare parte di una comunità.

Marcello Marchesini