“Difendiamo le case protette e i nostri ospedali”: è l’appello lanciato da Sergio Venturi

Venturi annuncia l’inizio “tra venerdì e sabato, delle attività di analisi rispetto ai dipendenti delle varie aziende sanitarie. Inizieremo coi tamponi della sierologia e nel caso questi dovessero risultare positivi, procederemo con test più accurati. Un’attività preventiva ma necessaria”. E ai direttori delle aziende sanitarie dice: “fornite agli operatori delle case protette i necessari dispositivi di tutela personale perchè se si dovesse propagare l’infezione da covid-19 in questi luoghi, pieni di persone anziane, perlopiù allettate e affette da multi patologie, l’esito sarebbe nefasto".

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“Difendiamo le case protette e i nostri ospedali”: sono questi i due appelli lanciati, ancora una volta, dal commissario ad acta per l’Emergenza Coronavirus, Sergio Venturi, nella sua diretta Facebook di ieri sera.
Sul fronte residenze per anziani, l’invito di Venturi a tutti i direttori delle aziende sanitarie non lascia spazio a dubbi: “fornite agli operatori delle case protette i necessari dispositivi di tutela personale”. Oggi quei luoghi sono blindati, nessun parente può entrarvi per visitare i propri congiunti, perché chiunque ne varchi la soglia può essere un inconsapevole vettore dell’infezione e, prosegue Venturi, “se si dovesse propagare l’infezione da covid-19 in questi luoghi, pieni di persone anziane, perlopiù allettate e affette da multi patologie, l’esito sarebbe nefasto. Stiamo dunque molto attenti: gli operatori devono poter lavorare con le mascherine. Preserviamo quei luoghi affinché non diventino serbatoi di infezione”.
E noi a Carpi sappiamo quanto queste parole siano vere, considerata la lotta al virus che si sta combattendo tra le mura del Carpine.
Per quanto riguarda il personale ospedaliero invece, Venturi annuncia l’inizio “tra venerdì e sabato, delle attività di analisi rispetto ai dipendenti delle varie aziende sanitarie. Inizieremo coi tamponi della sierologia e nel caso questi dovessero risultare positivi, procederemo con test più accurati. Un’attività preventiva ma necessaria”.
Il commissario ha poi ribadito come la Regione stia modificando anche la propria strategia sul virus: “ora lasceremo i fortini, gli ospedali, e cercheremo di andare noi verso le case delle persone. La sperimentazione inizierà la prossima settimana a Medicina su circa 250 – 300 persone sintomatiche o positive. Verranno convocate negli ambulatori, saranno inserite in un’attività di controllo periodico e saranno sottoposte a una profilassi determinata dagli infettivologi del Sant’Orsola insieme all’azienda territoriale di Imola. Se tale attività darà, come ci aspettiamo, risultati positivi partiremo anche sul resto del territorio, a Bologna, come nelle altre aziende”.
L’obiettivo? “Tutelare le famiglie e preservare gli ospedali. E’ infatti necessario iniziare a pensare a cosa saranno i nosocomi dopo che tutta questa attività emergenziale sarà finita. E’ necessario pensare al futuro per metterli nelle condizioni di tornare a fare ciò che facevano prima, ma con maggiore serenità. Ora siamo noi che contrattacchiamo, perché altrimenti le battaglie non si vincono”.
Jessica Bianchi