“La salute delle persone al primo posto”, ecco le azioni decise dal Governo

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Il Governo ha emanato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sulle misure, valide dal 2 all’8 marzo, per il contrasto alla diffusione del coronavirus.
Un provvedimento che viene assunto dopo aver sentito il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evolversi della situazione epidemiologica.
“Siamo passati – spiega l’assessore alla Salute, Raffaele Donini – da una fase in cui le regioni avevano condiviso singolarmente col Governo iL provvedimento da adottare per il contenimento del contagio da coronavirus a uno che ha fatto il Governo sentite le Regioni”.
Il Decreto “divide sostanzialmente l’Italia in tre parti, poiché contiene norme che valgono per i soli Comuni delle Zone rosse di Lombardia e Veneto, altre per tutte le tre le regioni più colpite dalla diffusione del virus (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a cui si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Savona) e altre per l’intero territorio nazionale. Alcune si applicano per la sola provincia di Piacenza dove si concentra la grande maggioranza dei casi positivi nella nostra regione, a causa della contiguità con l’area del Lodigiano, il focolaio più attivo nel Paese e pertanto lì le restrizioni sono più dure e stringenti”. La logica, prosegue l’assessore Donini, è innanzitutto quella di “tutelare la salute dei nostri figli con un’altra settimana di sospensione delle scuole. Ciò significa che gli studenti non andranno a scuola ma i dirigenti potranno consentire limitatamente ai fabbisogni amministrativi l’accesso al personale e a coloro che ritengono essenziali per la manutenzione o la segreteria. Poi la direttiva è quella di evitare l’aggregazione di tante persone insieme e quindi vengono sospesi i grandi eventi di ogni ordine – culturale, ludico e sportivo – e la chiusura di cinema, teatri e discoteche”.
Per quanto riguarda invece musei e attività commerciali, come bar e ristoranti, spiega Donini, “l’organizzazione deve garantire una sorta di entrata contingentata tale da rispettare una certa distanza tra i cittadini affinchè non abbiano contatti troppo ravvicinati”.
Misure, queste, nate “seguendo le indicazioni che esperti e professionisti della sanità ci hanno dato, senza guardare ad altro che non fosse la tutela della salute pubblica e delle persone”.
Ieri pomeriggio in Emilia Romagna si contavano 285 casi di contagio, la metà dei quali assistiti al proprio domicilio dove osservano un periodo di isolamento vigilato dall’Igiene Pubblica. 13 invece i pazienti in terapia intensiva, un numero limitato e gestibile. L’obiettivo principale del nuovo decreto è quello di limitare la diffusione del virus per non intasare con numeri importanti i Reparti di malattie infettive e le terapia intensiva. La miglior difesa, pertanto, è quella di mettere in campo tutte le precauzioni necessarie per non contagiarsi”.
“Misure necessarie – gli fa eco il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – per gestire la situazione sanitaria e poterlo fare con senso di responsabilità, lucidità e sobrietà. Perché adesso servono anche misure economiche per tutelare imprese e lavoro nei diversi comparti più colpiti ed esposti, a partire da turismo, cultura e servizi. Ne parleremo mercoledì a Roma col presidente Conte insieme alle altre Regioni e con tutte le parti sociali: non possiamo permettere che i nostri imprenditori e i nostri lavoratori paghino il prezzo di questa vicenda senza adeguati ammortizzatori. E su questo l’Europa ci deve ascoltare, perché, sia chiaro, il problema è comune e servono fondi straordinari. Su questo, il Paese sia unito e la politica non si divida”.

QUESTE LE MISURE VALIDE PER L’EMILIA-ROMAGNA NEL DETTAGLIO
Si conferma la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose.
L’apertura dei luoghi di culto trova ora una disciplina più specifica rispetto alla settimana che si conclude, essendo prevista ma condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
Prevista invece, come novità, l’apertura al pubblico dei musei, delle biblioteche e degli archivi, delle aree e dei parchi archeologici, i complessi monumentali. Aperture, però, a condizione che vengano assicurate modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
Confermata anche la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.
E’ permesso lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le attività commerciali diverse da quelle appena menzionate, possono aprire adottando misure organizzative tali da consentire un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti.
Sempre in Emilia-Romagna, sono sospesi eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento di tali eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse. Questa misura replica nella sostanza quella già prevista la settimana scorsa, a cui ora se ne aggiunge un’altra: ai tifosi residenti in nella nostra regione, Lombardia e Veneto e delle province di Pesaro-Urbino e Savona è vietata la trasferta, ovvero la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti regioni e province.
E’ consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.).
Sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica. Sono esclusi i concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della Protezione civile.
Altre misure. Limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere.
Rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti.
Vengono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale.
Inoltre, nello svolgimento di incontri o riunioni vanno privilegiate le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19.