Coronavirus ed economia: il timore degli imprenditori

La battuta d’arresto impressa dal diffondersi del coronavirus e dalle conseguenti misure restrittive dal punto di vista dell’economia non è così drammatico ma c’è grande attenzione da parte degli imprenditori.

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Tamara Gualandi

La battuta d’arresto impressa dal diffondersi del coronavirus e dalle conseguenti misure restrittive dal punto di vista dell’economia non è così drammatico ma c’è grande attenzione da parte degli imprenditori. L’export emiliano romagnolo in Cina è cresciuto nel 2019 del 13,5% per un valore di 438 milioni mentre le importazioni hanno raggiunto un valore di 739 milioni, secondo le elaborazioni di Unioncamere.
Il presidente del gruppo Voilàp, Valter Caiumi, ricopre l’incarico di presidente di Confindustria Emilia e non si sottrae alla domanda in relazione alle conseguenze del coronavirus sulle nostre imprese. “Non abbiamo ancora visto la curva discendente di questo virus – afferma – e tutti la aspettiamo augurandoci che arrivi in tempi brevi. Guardando le previsioni del Pil della Cina, per il 2020 prospettavano un 6% e si parla già di un 5,4%: è chiaro che se anche questo allarme dovesse arrivare a scendere a breve, abbiamo una parte dell’anno in cui possiamo recuperare qualcosa, ma il 100% non lo recupereremo. Non sono un virologo e tutti stiamo guardando con grande attenzione”.
L’imprenditrice carpigiana Tamara Gualandi titolare di Donne da Sogno nonché presidente di Cna Carpi è cauta: “noi non vendiamo in Cina ma a Hong Kong abbiamo quattro clienti importanti. Al momento stanno regolarmente ritirando i capi della collezione Primavera – Estate. Non si registrano ritardi o blocchi nemmeno in Giappone e in Corea. La mia preoccupazione è legata al reperimento delle materie prime, in particolare i tessuti: i nostri fornitori italiani, infatti, li acquistano dall’Oriente per poi lavorarli. Certo a risentire delle conseguenze legate all’epidemia di coronavirus è la moda del lusso: numerosi gli imprenditori presenti in Cina che hanno dovuto chiudere i negozi e ora si trovano a fare i conti con una situazione di stallo.
Cna sta organizzando un incontro per fare il punto della situazione e comprendere quali ripercussioni di carattere economico l’epidemia in corso sta avendo sul comparto moda e sugli altri settori produttivi del nostro territorio”.