Sì all’automedica a Carpi ma la mancanza di medici resta il nervo scoperto

Complice la riduzione dell’attività dell’automedica di Correggio, il cui servizio è stato riservato alle sole ore diurne (8-20), l’Azienda Usl di Modena ha avviato una riflessione per garantire l’integrazione del servizio di emergenza territoriale con la presenza di una automedica a Carpi che possa, almeno inizialmente, coprire la fascia notturna oggi non più assicurata dal mezzo avanzato reggiano, nell’ipotesi futura di estendere il servizio H24.

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In foto l’automedica donata alla Croce Rossa

All’appello nei Pronto Soccorso e 118 del nostro Paese mancano circa 2mila medici. Una carenza dai contorni drammatici che rende il funzionamento del sistema dell’Emergenza-urgenza, uno degli anelli fondamentali del Servizio sanitario nazionale, a dir poco a singhiozzo.

Ed è proprio questo il nervo scoperto, malgrado la tanto attesa e finalmente arrivata apertura da parte dell’Azienda sanitaria di Modena circa la possibilità di introdurre a Carpi un’automedica.

Oggi l’emergenza territoriale 118 è garantita dalla presenza di due ambulanze infermieristiche, una con sede presso il Pronto Soccorso di Carpi e una decentrata a Fossoli, e da tre ambulanze gestite dal mondo del volontariato (ANPAS e Croce Rossa Italiana), attive sul distretto comprendente i quattro comuni di Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi di Modena.

La copertura medicalizzata è invece assicurata dall’automedica di Mirandola – che copre il distretto sul versante orientale – a ovest da quella afferente al Pronto soccorso di Correggio e, infine dall’automedica di Modena. Da anni ribadiamo come, malgrado l’attivazione di una seconda ambulanza infermieristica disponibile h24 e 7 giorni su 7 nel dicembre 2017, in una città di oltre 70mila abitanti, dovrebbe essere operativa anche un’automedica: mezzo di soccorso avanzato in grado di intervenire in modo tempestivo in caso di necessità.

Fino allo scorso anno l’Ausl appariva irremovibile: “non è prevista dalla programmazione in ambito provinciale, in ragione della garanzia già esistente di poter fornire una risposta adeguata nei tempi di percorrenza su ruota delle distanze tra l’area di Carpi e gli ospedali di riferimento. Tempi che sono tutti nei parametri previsti dalle normative in tema di emergenza-urgenza”, aveva sottolineato Claudia Cremonini, coordinatrice del 118 – Modena Soccorso. Ora però qualcosa è cambiato: complice la riduzione dell’attività dell’automedica di Correggio, il cui servizio è stato riservato alle sole ore diurne (8-20), è stata infatti avviata una riflessione per garantire l’integrazione del servizio di emergenza territoriale con la presenza di una automedica che possa, almeno inizialmente, coprire la fascia notturna oggi non più assicurata dal mezzo avanzato reggiano, nell’ipotesi futura di estendere il servizio H24. L’obiettivo? Dotare il territorio dei 4 comuni del distretto sanitario di Carpi di un equipaggio ALS – Advanced Life Support su auto e integrarlo così funzionalmente con quello di Correggio.

Attualmente il progetto è in fase di studio, stante le criticità rispetto al reperimento di personale sanitario formato, almeno 3 medici, oltre all’acquisizione di un mezzo adeguato (ricordiamo che in garage la Croce Rossa ha un’automedica pronta all’uso, acquistata grazie alla generosità di Gianpaolo Tarabini e già ampiamente utilizzata durante l’emergenza post sisma del 2012).

L’azienda non si sbilancia sulle tempistiche ma tale apertura costituisce un importante passo avanti per il bene dell’intera collettività. I numeri, infatti, parlano chiaro. Nel 2018 su 8.417 chiamate al 118 la presenza di un medico si è resa necessaria in 340 occasioni mentre nel 2019, su 8.740 casi, sono stati 358 quelli che hanno richiesto una copertura medicalizzata. Sostanzialmente un intervento al giorno!

A Carpi serve un’automedica, tutelando al contempo tutti gli altri obiettivi raggiunti, tra cui la seconda ambulanza infermieristica.

Jessica Bianchi