Aimag – Unieco, i nodi da sciogliere

E’ pronta a partire l’asta per la divisione ambiente di Unieco e, fra le multiutility interessate a partecipare, c’è Aimag. Ad oggi, il salvataggio di Unieco Holding Ambiente appare però del tutto incoerente con il modello industriale che i Sindaci hanno voluto per Aimag.

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E’  pronta a partire l’asta per la divisione ambiente di Unieco e, fra le multiutility interessate a partecipare, c’è Aimag. Il pacchetto in vendita, legato al processo di liquidazione coatta amministrativa avviato nel 2017 per il dissesto dell’intero gruppo Unieco, è consistente: si parla di asset attinenti all’ intera filiera dei rifiuti, dalla raccolta alla logistica per arrivare al trattamento, recupero e smaltimento comprendenti 35 impianti di vario genere, dislocati tra Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia. Un anno fa erano state una quarantina le manifestazioni d’interesse per Unieco Holding Ambiente e si apre ora la fase dell’offerta non vincolante che permette ai soggetti interessati di accedere alla Data Room prendendo visione della documentazione tecnica e amministrativa relativa a Unieco Holding Ambiente raccogliendo le informazioni necessarie alla formulazione dell’offerta. Stando alle indiscrezioni, le offerte definitive potrebbero aggirarsi tra i gli 80 e i 120 milioni di euro, ma toccherà al tribunale determinare il valore di cessione.

Per una multiutily di medie dimensioni come Aimag, il salvataggio di Unieco Holding Ambiente impegnerebbe circa la metà del valore del patrimonio complessivo stimato in 180 milioni di euro senza considerare che la Divisione Ambiente di Aimag è ancor meno di quel valore col conseguente paradosso che il più piccolo si ritroverebbe a comprare il più grosso quando, in operazioni di questo genere, di norma il contenuto non è più grande del contenitore. 

A questo punto, Aimag sarà in grado di gestire Unieco Holding Ambiente che ha 258 dipendenti, 22 società partecipate, 35 impianti presenti in cinque regioni? Anche a fronte della partenza del dirigente Paolo Ganassi approdato a Iren, il salvataggio di UHA pone un problema di management difficilmente risolvibile: l’ipotesi di ricorrere alla collaborazione dell’attuale amministratore delegato Carnevali per dirigere l’attività dopo l’acquisto da parte di Aimag non giustificherebbe il salvataggio di una società di cui sarebbe bastato diventare azionisti. Infine, nel caso in cui si procedesse con il salvataggio Unieco Holding Ambiente, appare completamente inadeguato l’attuale principio di funzionamento di Aimag le cui scelte vengono votate dai ventuno Consigli Comunali dei Comuni che ne detengono la proprietà. Come potrà un consigliere del Comune di San Possidonio avere le conoscenze e le competenze per determinare le scelte strategiche in Puglia o in Piemonte?  Se Aimag vuole procedere con l’acquisizione di UHA c’è da rivedere la governance della multiutility che dovrebbe valutare un’eventuale quotazione in Borsa alla quale da sempre il sindaco di Carpi Bellelli si è opposto. Ad oggi, il salvataggio di Unieco Holding Ambiente appare del tutto incoerente con il modello industriale che i sindaci hanno voluto per Aimag.

Sara Gelli